
lunedì 11 maggio 2009
...LO DICO COL SORRISO...
PER TUTTI QUELLI CHE SEGUONO IL NOSTRO BLOG, O CI CAPITANO PER SBAGLIO E NON PIACE....NESSUN PROBLEMA RAGAZZI...L'IMPOTANTE E' CHE PIACCIA A NOI CHE LO FACCIAMO E AI NOSTRI AMICI, I COMMENTI NEGATIVI CI SCIVOLANO ADDOSSO, GIURO, QUINDI E' INUTILE CHE SCRIVETE COSE POCO CARINE PERCHE' CI FANNO SORRIDERE, I COMMENTI SONO PIU' CHE GRADITI MA SOLO COSTRUTTIVI, E PER FARVI CAPIRE QUANTO MI PUO' INTERESSARE DELLE COSE NEGATIVE CHE SCRIVONO PERSONE CHE NON HANNO NEANCHE IL CORAGGIO DI FIRMARSI LE LASCIO, POTREI CANCELLARLE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA, MA QUANDO UNO E' IN BUONA FEDE NON HA NIENTE DA NASCONDERE...INTERNET E' BELLO ANCHE PER QUESTO...OGNUNO PUBBLICA QUELLO CHE VUOLE (NEL LIMITE OVVIO) E NOI NON FACCIAMO DEL MALE A NESSUNO PUBBLICANDO LE NOSTRE COSE...QUINDI RIPETO IN MODO MOLTO TRANQUILLO E SENZA ALCUN PROBLEMA...A CHI NON PIACESSE QUESTO BLOG...CHE NE SEGUA ALTRI, NOI NON CI OFFENDIAMO ASSOLUTAMENTE!!!!!!!! E SE E' LA GELOSIA CHE VI FA PARLARE...APRITENE UNO VOI E SCRIVETE QUELLO CHE VOLETE...E' SEMPLICISSIMO NON CI VUOLE UNA LAUREA...
SPERO DI ESSERE STATA ABBASTANZA CHIARA...SE NO IN FUTURO LO DIVENTERO'...
SPERO DI ESSERE STATA ABBASTANZA CHIARA...SE NO IN FUTURO LO DIVENTERO'...
...VERGINELLI...
Heidi Montag e Spencer PrattQualche mese fa Spencer Pratt ha dichiarato che la sua girlfriend (e da un paio di settimane moglie) Heidi Montag era assolutamente vergine. Certo, sì, così come il suo naso e il suo seno non sono rifatti.
Il suo attuale fidanzato è un modello di intimo, ma Miley non ha esplorato il territorio sotto ai suoi boxer! La giovane star ha giurato di essere ancora vergine e di voler rimanere tale fino al matrimonio.
L’attrice di “Friends” doveva credere davvero alla citazione “Come possiamo essere amanti se non riusciamo ad essere Amici?”. Lisa è infatti rimasta vergine fino al matrimonio con l’attuale marito Michael Stern, nel 1995, quando lei aveva ben 32 anni.
I tre pupilli della Disney si dichiarano completamente innocenti. Nick, Kevin e Joe Jonas hanno giurato di essere ancora vergini e di voler rimanere casti e puri fino al matrimonio. A dimostrazione di ciò i tre pargoli indossano degli anelli che ricordano loro questo voto.
Figlia di un predicatore, Jessica Simpson si preservò vergine fino al matrimonio con l’ormai EX marito Nick Lachey. Dopo la separazione diversi partner hanno avuto modo di conoscere più che bene la Simpson, ma tanto ormai era andata…
L’attrice dichiarò di essere vergine per poi smentire il tutto, sostenendo di essere stata fraintesa da Elle. Ecco le parole di Hilary, poi rimangiate, alla rivista: “E’ difficile avere un ragazzo più grande perché la gente dà la cosa per scontata. Ma [la verginità] è qualcosa che mi piace di me stessa. Non significa che io non abbia mai pensato al sesso, visto che tutti quelli che conosco l’hanno fatto, ma non mi sembra così speciale, come immagineresti che fosse.. E’ come se tutti andassero a letto con tutti, capisci che intendo?”
Ben prima di Miley Cyrus e di tutte le altre giovani celebs di oggi, Britney Spears giurò al mondo di essere vergine. Più tardi ammise che in realtà la sua castità non era sopravvissuta indenne all’era Justin Timberlake e non molto tempo dopo cominciò a saltare da un letto all’altro..
La top-model Adriana Lima ha avuto relazioni con personaggi come il giocatore di baseball Derek Jater e la rockstar Lenny Kravitz ma, stando a quanto dice lei, è rimasta vergine fino al matrimonio. A cogliere il suo fiorellino è stato dunque il giocatore di basket Marko Jaric, diventato suo marito lo scorso San Valentino.
Quando aveva 20 anni Brooke scrisse “On your own”, un’autobiografia nella quale rivelò che, nonostante fosse già apparsa nuda sul grande schermo, era ancora assolutamente vergine.
Alcune star vamose hanno deciso di aspettare.....MAMA CHE PERDITA DI TEMPO
L'ASMA...SINTONI E CURE...
Asma allergico: cure «su misura»I vaccini e i farmaci più recenti consentono terapie quasi «personalizzate»
L'approccio all'asma allergico è molto cambiato negli ultimi anni. «Basti pensare che l’80 per cento di coloro che ne soffrono è anche soggetto a rinite allergica» spiega in un'intervista video il professor Walter Canonica, presidente della Società Mondiale di Allergologia e ordinario di Allergologia e malattie respiratorie all'Università di Genova. É necessario quindi disegnare terapie che siano allo stesso tempo più specifiche sulle cause della patologia (la sostanza, o allergene, che la scatena) ma che abbiano anche una più ampia «visione d'insieme> del paziente. «Anche perchè se il malato non viene trattato correttamente la sua sensibilizzazione si può estendere col tempo ad altri allergeni» sottolinea l'esperto.
L'asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree (bronchi) nella quale giocano un ruolo numerose cellule, in particolare i mastociti, gli eosinofili i linfociti T. Nei soggetti predisposti questa infiammazione provoca episodi ricorrenti di respiro sibilante, difficoltà respiratoria, senso di costrizione toracica e tosse.
Questi sintomi sono di solito associati con diffusa ma variabile broncoostruzione reversibile dopo terapia con broncodilatatori o spontaneamente. L'infiammazione provoca anche un aumento della risposta delle vie aeree a numerosi stimoli più o meno specifici.
A differenza della definizione riportata nei testi degli anni Settanta e Ottanta, che facevano riferimento unicamente alle modificazioni funzionali e quindi al broncospasmo, l'attuale definizione sottolinea il ruolo determinante dell'infiammazione nella genesi dei sintomi e delle alterazioni funzionali. Questo dato ha un risvolto terapeutico importante ponendo i farmaci antiinfiammatori come cardine della terapia dell'Asma.
Capita spesso, peraltro, che nel linguaggio comune la parola "asma" venga utilizzata come sinonimo di "dispnea" o "mancanza di respiro", anche se di origine completamente diversa dal vero asma bronchiale. Ad esempio nella vecchia definizione dello scompenso cardiaco acuto si parlava appunto di "asma cardiaco" che nulla ha a che fare con l'infiammazione dei bronchi.
Questi sintomi sono di solito associati con diffusa ma variabile broncoostruzione reversibile dopo terapia con broncodilatatori o spontaneamente. L'infiammazione provoca anche un aumento della risposta delle vie aeree a numerosi stimoli più o meno specifici.
A differenza della definizione riportata nei testi degli anni Settanta e Ottanta, che facevano riferimento unicamente alle modificazioni funzionali e quindi al broncospasmo, l'attuale definizione sottolinea il ruolo determinante dell'infiammazione nella genesi dei sintomi e delle alterazioni funzionali. Questo dato ha un risvolto terapeutico importante ponendo i farmaci antiinfiammatori come cardine della terapia dell'Asma.
Capita spesso, peraltro, che nel linguaggio comune la parola "asma" venga utilizzata come sinonimo di "dispnea" o "mancanza di respiro", anche se di origine completamente diversa dal vero asma bronchiale. Ad esempio nella vecchia definizione dello scompenso cardiaco acuto si parlava appunto di "asma cardiaco" che nulla ha a che fare con l'infiammazione dei bronchi.
Prevalenza
Si stima che più di 100 milioni di persone nel mondo siano affette da Asma Bronchiale e numerosi studi suggeriscono che tale malattia sia in aumento. La prevalenza della malattia nella popolazione mondiale si aggira tra il 4% ed il 34% della Nuova Zelanda. In Italia gli asmatici rappresentano fra il 5 e l'8% della popolazione. Notevole è il rilievo che circa il 30% degli atleti che vinse medaglie nelle Olimpiadi del 1996 era asmatico. (l'asmatico può fare sport, anzi è consigliato tra questi è consigliato il nuoto, e la pallanuoto).
Si stima che più di 100 milioni di persone nel mondo siano affette da Asma Bronchiale e numerosi studi suggeriscono che tale malattia sia in aumento. La prevalenza della malattia nella popolazione mondiale si aggira tra il 4% ed il 34% della Nuova Zelanda. In Italia gli asmatici rappresentano fra il 5 e l'8% della popolazione. Notevole è il rilievo che circa il 30% degli atleti che vinse medaglie nelle Olimpiadi del 1996 era asmatico. (l'asmatico può fare sport, anzi è consigliato tra questi è consigliato il nuoto, e la pallanuoto).
Cause
Le cause scatenanti l'attacco asmatico possono essere molteplici e sono in prevalenza rappresentate da:
- allergia: inalazione di aero-allergeni come Acari, pollini micofiti (in particolare l'Alternaria Tenuis), muffe o altro materiale aerotrasportato in grado di provocare una reazione infiammatoria allergica nei soggetti predisposti. Anche l'allergia alimentare (ed in special modo in età pediatrica l'allergia a Latte, Uovo ed altri) possono causare l'insorgere di una sintomatologia asmatica ma si tratta comunque di manifestazioni allergiche estremamente eccezionali. (Può accadere di scambiare un asma da rigurgito con una allergia alimentare che è molto più rara e con meccanismo completamente diverso)
- infezioni: virus e batteri sono in grado di provocare l'infiammazione delle vie aeree, portando alla crisi i soggetti asmatici;
chimici: inalazione di irritanti che nei soggetti non asmatici porta a una sintomatologia assai modesta mentre negli asmatici evoca un'infiammazione molto vivace e quindi una crisi di asma.
stress sistemico: situazioni di forte stress fisico specie nell'attività sportiva possono causare Broncocostrizione indotta da esercizio fisico.
Le cause scatenanti l'attacco asmatico possono essere molteplici e sono in prevalenza rappresentate da:
- allergia: inalazione di aero-allergeni come Acari, pollini micofiti (in particolare l'Alternaria Tenuis), muffe o altro materiale aerotrasportato in grado di provocare una reazione infiammatoria allergica nei soggetti predisposti. Anche l'allergia alimentare (ed in special modo in età pediatrica l'allergia a Latte, Uovo ed altri) possono causare l'insorgere di una sintomatologia asmatica ma si tratta comunque di manifestazioni allergiche estremamente eccezionali. (Può accadere di scambiare un asma da rigurgito con una allergia alimentare che è molto più rara e con meccanismo completamente diverso)
- infezioni: virus e batteri sono in grado di provocare l'infiammazione delle vie aeree, portando alla crisi i soggetti asmatici;
chimici: inalazione di irritanti che nei soggetti non asmatici porta a una sintomatologia assai modesta mentre negli asmatici evoca un'infiammazione molto vivace e quindi una crisi di asma.
stress sistemico: situazioni di forte stress fisico specie nell'attività sportiva possono causare Broncocostrizione indotta da esercizio fisico.
Diagnosi
La diagnosi dell'asma bronchiale non presenta difficoltà qualora si presenti nella sua forma più caratteristica di broncospasmo + dispnea espiratoria (anche se vanno comunque tenute in considerazioni patologie che presentano medesimi aspetti iniziali quali la Bronchite Cronica Ostruttiva e lo scompenso cardiaco) Nel caso non si presenti con questa forma caratteristica ma con tosse stizzosa o dispnea dopo sforzo è necessario andare a cercare l'asma anche se le prove funzionali respiratorie basali sono normali. L'esame fondamentale per lo studio dell'asma è la spirometria che consiste praticamente nel soffiare in uno strumento che misura sia la quantità di aria emessa che la velocità con cui viene emessa, fornendo informazioni sullo stato di ostruzione delle vie aeree. Un test semplice quanto importante è il cosiddetto "test di reversibilità" che consiste nell'eseguire due spirometrie di cui una prima ed una dopo la somministrazione di un farmaco broncodilatatore spray Negli asmatici tale somministrazione provoca delle modificazioni della spirometria che consentono la diagnosi. Oltre la spirometria si può valutare l'ostruzione bronchiale con la misurazione del picco di flusso (misurazione più approssimativa ma praticabile dal paziente stesso, munito di un semplice strumento). In caso di patologia asmatica mostrerà un aumento del morning gap ovvero una riduzione dei valori mattuttini più consistente che nelle persone sane. Infine si può eseguire il test di stimolazione bronchiale specifico per le patologie professionali e aspecifico (metacolina) nei casi in cui le indagini sopra menzionate non siano sufficienti per diagnosticare l'asma. Consiste nel facilitare l'insorgenza di broncospasmo dopo l'inalazione di agenti irritanti o bronco-ostruenti.
Terapia
La malattia asmatica richiede abitualmente un trattamento continuativo, vita natural durante. Attualmente si ottengono ottimi risultati facendo assumere al paziente con regolarità dei farmaci in via aerosolica spray o in forma di polvere inalatoria in modo da contenere nei limiti della normalità lo stato di infiammazione delle vie aeree e di conseguenza non incorrere nella accentuazione dell'"iperreattività bronchiale". È quindi fondamentale per un corretto trattamento l'assunzione in via continuativa dei prodotti antiinfiammatori. I farmaci più importanti per il trattamento antiinfiammatorio dell'asma restano gli antinfiammatori non steroidei assunti per via inalatoria.
I farmaci a base di cortisone vanno usati soltanto per i malati più gravi di asma a causa dei loro forti effetti collaterali (diabete mellito, astenia, depressione, impotenza, osteoporosi ecc.), anche i cortisonici per terapia inalatoria hanno controindicazioni. In caso di crisi, invece, il soggetto può ricorrere ad un'altra categoria di farmaci chiamati broncodilatatori a breve durata d'azione che, come suggerisce il nome, dilatano le vie bronchiali qualora un episodio di asma le abbia fatte occludere. Va sottolineato che tali farmaci comunque non rappresentano la cura della malattia asmatica (che invece è affidata all'uso continuativo degli antiinfiammatori): sono farmaci molto importanti (e possono essere assunti anche se il paziente sta già assumendo gli antiinfiammatori) ma sono atti solo al superamento della crisi acuta poiché non intervengono sui meccanismi che stanno alla base della malattia asmatica.
La malattia asmatica richiede abitualmente un trattamento continuativo, vita natural durante. Attualmente si ottengono ottimi risultati facendo assumere al paziente con regolarità dei farmaci in via aerosolica spray o in forma di polvere inalatoria in modo da contenere nei limiti della normalità lo stato di infiammazione delle vie aeree e di conseguenza non incorrere nella accentuazione dell'"iperreattività bronchiale". È quindi fondamentale per un corretto trattamento l'assunzione in via continuativa dei prodotti antiinfiammatori. I farmaci più importanti per il trattamento antiinfiammatorio dell'asma restano gli antinfiammatori non steroidei assunti per via inalatoria.
I farmaci a base di cortisone vanno usati soltanto per i malati più gravi di asma a causa dei loro forti effetti collaterali (diabete mellito, astenia, depressione, impotenza, osteoporosi ecc.), anche i cortisonici per terapia inalatoria hanno controindicazioni. In caso di crisi, invece, il soggetto può ricorrere ad un'altra categoria di farmaci chiamati broncodilatatori a breve durata d'azione che, come suggerisce il nome, dilatano le vie bronchiali qualora un episodio di asma le abbia fatte occludere. Va sottolineato che tali farmaci comunque non rappresentano la cura della malattia asmatica (che invece è affidata all'uso continuativo degli antiinfiammatori): sono farmaci molto importanti (e possono essere assunti anche se il paziente sta già assumendo gli antiinfiammatori) ma sono atti solo al superamento della crisi acuta poiché non intervengono sui meccanismi che stanno alla base della malattia asmatica.
domenica 10 maggio 2009
...FESTA DELLA MAMMA...
Il tuo amore si riflette in ogni sorriso che mi hai insegnato a creare, in ogni lacrima che nasce quando ti sento lontana e nella gioia che ti dono quando chiamo il tuo nome: Mamma
La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia cadeva regolarmente l'8 maggio, fin quando non si decise di fissarla alla seco
nda domenica di maggio.Costituisce una festa molto antica, legata al culto delle divinità della fertilità degli antichi popoli politeisti, che veniva celebrato proprio nel periodo dell'anno in cui il passaggio della natura dal freddo e statico inverno al pieno dell'estate dei profumi e dei colori (e della prosperità nelle antiche civiltà contadine) era più evidente. Con l'andare del tempo questa festività dal tono religioso si è evoluta in una festa commerciale, talvolta anche in Sagra.
Negli Stati Uniti nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista (della schiavitù), propose di fatto l'istituzione del Mother's Day (Giorno della madre), come momento di riflessione contro la guerra. Fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilson con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace. La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata.
In Italia fu celebrata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi ad Assisi, nel piccolo borgo di Tordibetto di cui era parroco. Migliosi la celebrò la seconda domenica di Maggio.
In molti Paesi la ricorrenza è stata imitata dalla civiltà occidentale: in Africa, ad esempio, alcuni Stati istituirono la festa della mamma ispirandosi al concetto britannico della stessa.
AUGURI A TUTTE LE MAMME, CHE SENZA LORO NON SAREMMO QUI...
AUGURI MANUELA - MAURA - CLARA DALLE VOSTRE FARFALLINE!!!!
venerdì 8 maggio 2009
FERRERO - MARCHIO NR 1 AL MONDO
La Ferrero è la società il cui marchio ha la migliore reputazione e affidabilità al mondo. È il risultato dell'inchiesta annuale del Reputation Institute sui marchi globali. Il gruppo di Alba (Cn) è salito dal quarto posto al gradino più alto del podio, lasciando dietro colossi come Ikea e Johnson & Johnson. La società ha ottenuto un indice di 85,17 su un totale di 100, oltre un punto sopra la svedese Ikea, il re dell'arredamento low cost. E, sottolinea la rivista specializzata Forbes, «una differenza superiore a mezzo punto è considerata notevole».GRATIFICATI - «Il Gruppo Ferrero è fortemente gratificato dall'esito dello studio», commenta l'azienda. Un riconoscimento che la «riempie di orgoglio» e «uno straordinario tributo a tutti i collaboratori di Ferrero». Un risultato che «è frutto di una cultura aziendale che ha sempre prestato la massima attenzione alla valorizzazione delle risorse umane, oltreché grande sensibilità ai temi di responsabilità sociale». Una politica «pienamente nella continuità delle linee guida volute dal fondatore del Gruppo, Michele Ferrero. Il riconoscimento - sottolineano ancora alla Ferrero - «è anche un successo dell'industria italiana nel mondo».
RICERCA - L'indice del Reputation Institute è costruito su criteri quali la fiducia, l'ammirazione, il rispetto e la stima, oltre che su innovazione, governance e la qualità della performance. Ferrero ha costruito il primato sulla forza dei propri prodotti, più che sull'innovazione, dove è preceduta da Nintendo, o della leadership di mercato, dove cede il passo all'Ikea. La ricerca è stata condotta intervistando più di 60 mila persone in 32 Paesi, al fine di misurare la percezione che hanno i consumatori di oltre mille società di tutto il mondo. Fra queste è stata stilata una lista delle prime duecento società, all'interno delle quali, oltre la Ferrero, sono presenti anche Pirelli al 90° posto, Eni al 117° e la Coop al 120°, sopra marchi di spicco come Sony, Fuji e Nestlé. Fra i settori che hanno sofferto maggiormente, ci sono le banche e le istituzioni finanziarie, trascinate al ribasso dalla crisi. Scalano importanti posizioni in classifica le società cinesi, con la banca Icbc e China Telecom che mettono a segno i maggiori rialzi rispetto allo scorso anno.
LA NUTELLA E' MOLTO MEGLIO DI UN TAVOLINO DA MONTARE DA SOLI!!! W L'ITALIA!
fantasia - le mille e una notte

Fantasia il locale notturno di Sharm el Sheikh, contornato di negozi e spettacoli dalle ore 23,00, l'entrata è gratuita.L'esterno di ques
to centro dei divertimenti è tutto a forma di moschee, uno spettacolo sia all'interno che all'esterno, consiglio vivamente di farci un giro...suggestivo al massimo, di fronte al Veraclub Queen Sharm (nostro villaggio a Sharm), pieno di negozietti tipici arabi, ospitali e cordiali. Nella zona spettacolo è riprodotta Luxor e il Cairo, di sera illuminata è da pelle d'oca...sempre li al Fantasia, ma di fianco si trova la Dolce Vita!
to centro dei divertimenti è tutto a forma di moschee, uno spettacolo sia all'interno che all'esterno, consiglio vivamente di farci un giro...suggestivo al massimo, di fronte al Veraclub Queen Sharm (nostro villaggio a Sharm), pieno di negozietti tipici arabi, ospitali e cordiali. Nella zona spettacolo è riprodotta Luxor e il Cairo, di sera illuminata è da pelle d'oca...sempre li al Fantasia, ma di fianco si trova la Dolce Vita!Se andate al fantasia andate nei negozietti di Saladino e Iovanni (la si fanno chiamare tutti con nomi italiani) sono nostri GRANDI AMICI, dite che vi mandiamo noi...vi tratteranno con i guanti!!!

Per noi manca poco il 14 giugno ripartiamo...e voi????
MEGAN FOX
Per la gioia dei maschietti che seguono il blog...oggi faccio un post su la donna piu' bella che c'è (a mio modesto parere) in circolazione....MEGAN FOX...
Megan Denise Fox è un'attrice statunitense. Negli Stati Uniti era soprattutto nota per il suo ruolo nella serie televisiva Hope and Faith, ma da quando ha interpretato uno dei personaggi principali di Transformers è la più importante nuova attrice in ascesa di Hollywood, tanto da essere considerata da molti la nuova Angelina Jolie. Grazie alla sua sorprendente bellezza, Megan è attualmente una delle attrici più richieste e sexy dello star system.

Megan Denise Fox è un'attrice statunitense. Negli Stati Uniti era soprattutto nota per il suo ruolo nella serie televisiva Hope and Faith, ma da quando ha interpretato uno dei personaggi principali di Transformers è la più importante nuova attrice in ascesa di Hollywood, tanto da essere considerata da molti la nuova Angelina Jolie. Grazie alla sua sorprendente bellezza, Megan è attualmente una delle attrici più richieste e sexy dello star system.I primi contatti con il mondo dello spettacolo e della moda li ebbe a tredici anni dopo aver vinto numerosi premi alla American Modeling and Talent Convention di Hilton Head (South Carolina) nel 1999. Nel 2006, data la sua sorprendente bellezza, si è classificata al 68° posto tra le donne più sexy del mondo secondo il magazine FHM, nella classifica di Maxim del 2007 si è classificata 18ª. Nel 2008 riesce ad arrivare al 1° posto delle donne più sexy del mondo sempre secondo FHM.Ha una sorella più grande e attualmente vive a Los Angeles.
Nel 2007 è nel cast del film Transformers di Michael Bay, prodotto da Steven Spielberg; ha anche preso parte a Star System - Se non ci sei non esisti al fianco di Kirsten Dunst, Simon Pegg, Jeff Bridges, e Gillian Anderson.Nel 2009 sarà la protagonista di Jennifer's Body e tornera a vestire i panni di Mikaela Banes in Transformers - La vendetta del caduto accanto a Shia LaBeouf. Nell'autunno 2008 ha interrotto la sua relazione con l'attore Brian Austin Green (per intenderci il David di Beverly Hills 90210). Nel Gennaio 2009 i due si sono rivisti insieme.
Nel 2007 è nel cast del film Transformers di Michael Bay, prodotto da Steven Spielberg; ha anche preso parte a Star System - Se non ci sei non esisti al fianco di Kirsten Dunst, Simon Pegg, Jeff Bridges, e Gillian Anderson.Nel 2009 sarà la protagonista di Jennifer's Body e tornera a vestire i panni di Mikaela Banes in Transformers - La vendetta del caduto accanto a Shia LaBeouf. Nell'autunno 2008 ha interrotto la sua relazione con l'attore Brian Austin Green (per intenderci il David di Beverly Hills 90210). Nel Gennaio 2009 i due si sono rivisti insieme.

Curiosità:
In un'intervista, Megan Fox ha dichiarato di aver avuto in passato una donna come fidanzata. A questo proposito ha dichiarato: "Avevo solo 14 anni, ero appena arrivata a Hollywood e mi sono innamorata di una stripper di nome Nikita. Quell'anno il mio ragazzo mi aveva lasciata e io ho deciso che mi ero innamorata di una ragazza che lavorava in un Body Shop e sono riuscita a farla innamorare di me facendole regali e convincendola a cambiare lavoro. La bella russa aveva molto, specialmente quei lenti ballati da sola sulle note degli Aerosmith. Avrei fatto follie per lei ma è finita dopo due mesi". Ha però voluto precisare di non essere lesbica: "Ora i giornali di gossip diranno che sono lesbica e non mi lasceranno più in pace. È assurdo, ma non vale la pena ascoltare i pettegolezzi. Non sono lesbica, credo semplicemente che tutti gli esseri umani siano nati con la facoltà di essere attratti da entrambi i sessi". Ha però aggiunto di fantasticare su altre donne: "Comunque mi vedrei insieme a una donna, ad esempio Olivia Wilde, è così sexy che mi fa venire voglia di strangolare un bue con le mie mani e ultimamente sono stata ossessionata da Jenna Jameson che è sempre nei miei sogni erotici".
Megan ha alcuni tatuaggi:
Dietro la spalla destra: la frase "We will all laugh at gilded butterflies" (Tutti rideremo delle farfalle dorate) tratta da Re Lear(Atto V, scena 3) di William Shakespeare;
Sull'inguine destro: il nome "Brian"; E' il nome del ex ragazzo, Brian Austin Green
Sull'avambraccio destro: il volto di Marilyn Monroe; Quando la madre di Megan stava per partorire e fu portata in ospedale, stava vedendo Blue Hawaii di Elvis Presley e subito dopo un film di Marilyn Monroe ed è per questo che Megan ha tatuato il volto di Marilyn.
Sulla caviglia destra: una luna e una stella marina;
Sul costato sinistro: la frase "there once was a little girl who never knew love until a boy broke her HEART" (traduzione: c'era una volta una bambina che non aveva mai conosciuto l'amore, fino a quando un ragazzo non le spezzò il CUORE). E' una poesia dedicata ad un amico morto.
Un tribale sul polso sinistro
Uno sconosciuto simbolo dietro il collo
Megan ha alcuni tatuaggi:
Dietro la spalla destra: la frase "We will all laugh at gilded butterflies" (Tutti rideremo delle farfalle dorate) tratta da Re Lear(Atto V, scena 3) di William Shakespeare;
Sull'inguine destro: il nome "Brian"; E' il nome del ex ragazzo, Brian Austin Green
Sull'avambraccio destro: il volto di Marilyn Monroe; Quando la madre di Megan stava per partorire e fu portata in ospedale, stava vedendo Blue Hawaii di Elvis Presley e subito dopo un film di Marilyn Monroe ed è per questo che Megan ha tatuato il volto di Marilyn.
Sulla caviglia destra: una luna e una stella marina;
Sul costato sinistro: la frase "there once was a little girl who never knew love until a boy broke her HEART" (traduzione: c'era una volta una bambina che non aveva mai conosciuto l'amore, fino a quando un ragazzo non le spezzò il CUORE). E' una poesia dedicata ad un amico morto.
Un tribale sul polso sinistro
Uno sconosciuto simbolo dietro il collo
giovedì 7 maggio 2009
MONET, IL TEMPO DELLE NINFEE
Dal Museo Marmottan Monet, ben 20 capolavori che l’artista ha dedicato allo studio del suo giardino di Giverny, a nord di Parigi, nell’ultimo periodo della sua vita e della sua ricerca artistica, tra il 1887 e il 1923.
In esposizione le impressioni del grande pittore sui salici piangenti, i ponti giapponesi, i fiori di ciliegio, gli iris e le ninfee che tanto ha amato nel giardino della sua villa a Giverny.
Nel 1890 Claude Monet acquista la casa e il giardino di Giverny, lungo la Senna, a nord di Parigi. Ha cinquant’anni ed è l’esponente più rappresentativo dell’Impressionismo, il padre del movimento a cui aveva dato anche il nome, chiamando "impressioni" i suoi primi quadri, e che aveva cambiato la storia dell’arte in Francia e in Europa.Quella dei giardini è una passione della prima ora, che Monet ha già vissuto a Vétheuil e poi ad Argenteuil. Giverny è finalmente il sogno di una vita, il suo vero grande progetto.Nella casa di Giverny Monet vivrà il resto della sua lunga vita, cercando senza sosta di realizzare quella che considera l’opera d’arte in assoluto più importante: il suo giardino. Accanto al giardino francese, con i fiori che ha piantato in un primo tempo, con fatica e tenacia e perfino con l’aiuto del presidente Clemenceau, costruirà un giardino acquatico e, in uno stagno, circondato da cotogni, felci, salici, rododendri e azalee, metterà a dimora le più diverse specie di ninfee: è il suo giardino giapponese, oggi il più visitato al mondo.
Quegli anni, dall’ultimo decennio dell’Ottocento al 1926, saranno per Monet il tempo delle ninfee, lo stesso a cui è interamente dedicata la mostra allestita nelle sale nobili di Palazzo Reale a Milano.
Monet il Tempo delle Ninfee
Palazzo Reale (Piazza Duomo, 12), Milano 30 aprile – 27 settembre 2009
Orari della Mostra:
da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 19.30
lunedì, dalle 14.30 alle 19.30
giovedì, dalle 9.30 alle 22.30
OSCAR CLAUDE MONET
Claude Monet nasce a Parigi nel 1840.Comincia la carriera artistica ancora adolescente, realizzando caricature per i turisti di Le Havre. È l'incontro con Boudin a spingerlo verso la pittura di paesaggio.Nel 1859 va a Parigi e si iscrive all'Académie Suisse.Nel 1862 entra nell'atelier di Charles Gleyre, dove stringe amicizia con Pierre-August Renoir, Alfred Sisley e Frédéric Bazille.Si reca spesso nella foresta di Fontainebleau, dove si dedica alla pittura "en plein air" e sperimenta gli effetti della luce naturale sulle figure.
Nel 1863, con gli amici, lascia Gleyre. È attratto in maniera crescente dal problema della luce e del colore, dedicando ai riflessi sull'acqua dipinti come La Grenouillère, dove già si intravvedono i germi della tecnica impressionista.
Presenta con successo alcune opere ai Salon del 1864 e '65. Ma lo attendono anni tormentati da fallimenti e gravi difficoltà economiche: nel 1869 i creditori gli fanno requisire tutte le tele in suo possesso, ed è costretto a rimanere inattivo per mancanza di colori.Nel 1870 sposa Camille Doncieux. A causa della guerra franco-prussiana parte per l'Inghilterra. Qui conosce anche Camille Pizarro.A Londra nel 1871 entra in contatto con il mercante Paul Durand-Ruel, che decide di esporre le sue opere. Lo stesso anno, dopo un breve soggiorno in Olanda, fa ritorno a Parigi.Si stabilisce ad Argenteuil, dove lavora spesso con Renoir.
Nel 1874 Claude Monet è tra i promotori della prima mostra impressionista, che si tiene nello studio di Nadar. È proprio un suo quadro, intitolato Impression Soleil Levant, a indurre il critico Louis Leroy a definire il gruppo di artisti "impressionisti", anche se in senso dispregiativo...Negli anni dal 1875 a i primi anni '80 Monet deve sopportare un altro periodo di gravi difficoltà finanziarie, nel corso del quale muore la moglie.Inizia il ciclo dedicato alla Gare St. Lazare, in cui va a fondo nella ricerca di riprodurre esattamente i colori che vede.Nel 1883 si trasferisce a Giverny. La collaborazione con Durand-Ruel si fa più intensa a partire dal 1882. Grazie a lui, Monet e i compagni ottengono mostre personali ed espongono all'estero. Nel 1886 50 opere dell'artista vengono esposte presso la galleria newyorkese di Durand-Ruel.
Dalla metà degli anni '80 in avanti Monet porta alle estreme conseguenze le sue sperimentazioni, analizzando le infinite variazioni della luce nelle diverse condizioni atmosferiche. Si dedica ai cicli più noti:
Dalla metà degli anni '80 in avanti Monet porta alle estreme conseguenze le sue sperimentazioni, analizzando le infinite variazioni della luce nelle diverse condizioni atmosferiche. Si dedica ai cicli più noti:
- Meules (Covoni di fieno)
- Pouple (Pioppi)
- Cathédrale de Rouen (Cattedrale di Rouen)
- Bassin aux nymphéas (Stagno con ninfee)
- Nymphéas (Ninfee)
- Rose
che lo porteranno all'estrema scomposizione della forma.
Claude Monet muore a Giverny nel 1926.L'ultima opera è la Grande Decorazione dell'Orangerie (1914-1926).
PINOCCHIO
MA ANDO' STA PINOCCHIO???? A' PINOCCHIO MA SEMPRE NEI CASINI STAI????No niente non fateci caso....oggi tocca a Pinocchio
« Senti! Se facciamo le cose per benino, questa è la volta per far fortuna o non sono più un vecchio volpone! »
(La volpe verso il gatto)
Pinocchio è un film d'animazione della Disney ispirato al romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia d'un burattino di Carlo Collodi, ed è considerato il secondo Classico Disney dopo Biancaneve e i sette nani. Prodotto dalla Walt Disney Pictures, fu distribuito dalla RKO Radio Pictures il 7 febbraio 1940. È considerato il 2° classico Disney secondo il canone ufficiale.
Gli sceneggiatori della Disney apportarono diversi aggiustamenti alla storia originale per adattarla meglio allo stile d'animazione e alle necessità. La trama, infatti, si discosta spesso dal romanzo di Collodi (il pescecane che inghiotte Pinocchio diventa una balena per ese
mpio). Questa scelta gli costò inizialmente diverse critiche, soprattutto in Italia, patria del burattino.
Dal punto di vista tecnico, Pinocchio è il film d'animazione della Disney più complesso, girato con tecniche di animazione mista. Costò a Walt Disney, all'epoca, la cifra considerevole di 2,3 milioni di dollari.
Almeno inizialmente, però, il film non ebbe molta fortuna quanto i suoi predecessori, e venne recuperato solo metà budget. Solo grazie alle successive riedizioni (1945, 1954, 1962, 1971, 1978, 1984 e 1992) Pinocchio venne rivalutato ed ebbe un grande successo, a tal punto che oggi l'americano medio considera Pinocchio una fiaba americana e nulla sa delle sue origini italiane.
Molta fortuna mediatica, più volte citata, ha avuto l'idea dell'allungarsi del naso in caso di bugie. Analoga fortuna ha avuto la canzone portante del film (When you wish upon a star), che ha vinto l'Oscar nel 1940 ed è stata interpretata nel doppiaggio italiano del 1947 da Riccardo Billi e nella riedizione del 1963 da Bruno Filippini; a partire poi dall'edizione del 1994, essendosi completamente restaurata la colonna italiana d'epoca, si è preferito ritornare alla versione di Riccardo Billi. La canzone è stata interpretata inoltre da Louis Armstrong, Israel Kamakawiwo'ole e Barbara Hendricks.
mpio). Questa scelta gli costò inizialmente diverse critiche, soprattutto in Italia, patria del burattino.Dal punto di vista tecnico, Pinocchio è il film d'animazione della Disney più complesso, girato con tecniche di animazione mista. Costò a Walt Disney, all'epoca, la cifra considerevole di 2,3 milioni di dollari.
Almeno inizialmente, però, il film non ebbe molta fortuna quanto i suoi predecessori, e venne recuperato solo metà budget. Solo grazie alle successive riedizioni (1945, 1954, 1962, 1971, 1978, 1984 e 1992) Pinocchio venne rivalutato ed ebbe un grande successo, a tal punto che oggi l'americano medio considera Pinocchio una fiaba americana e nulla sa delle sue origini italiane.
Molta fortuna mediatica, più volte citata, ha avuto l'idea dell'allungarsi del naso in caso di bugie. Analoga fortuna ha avuto la canzone portante del film (When you wish upon a star), che ha vinto l'Oscar nel 1940 ed è stata interpretata nel doppiaggio italiano del 1947 da Riccardo Billi e nella riedizione del 1963 da Bruno Filippini; a partire poi dall'edizione del 1994, essendosi completamente restaurata la colonna italiana d'epoca, si è preferito ritornare alla versione di Riccardo Billi. La canzone è stata interpretata inoltre da Louis Armstrong, Israel Kamakawiwo'ole e Barbara Hendricks.
C'era una volta un falegname di nomeGeppetto. Aveva costruito un burattino di legno e l'aveva chiamato Pinocchio."Come sarebbe bello se fosse unbambino vero!" sospirò quando finì di dipingerlo.Quella notte, una buona fatina esaudì il suo desiderio. "Destati, legno inanimato, la vita io ti ho donato!"esclamò toccando Pinocchio con la bacchetta magica."Pinocchio, dimostrati bravo,coraggioso, disinteress
ato," dissela Fata, "e un giorno sarai un bambinovero!" Poi, rivolta al Grillo Parlante: "Io ti nominoguida e consigliere di Pinocchio," aggiunse prima di svanire tra mille bagliori di luce.Figurarsi la gioia di Geppetto quando scoprì che il suo omettino di legno poteva muoversi e parlare! La mattina dopo lo mandò a scuola. "Addio figliolo, torna presto!" Pinocchio, disubbidiente, andò invece da Mangiafuoco, un burattinaio che promise di renderlo famoso. Si divertì molto a cantare e ballare con le altre marionette. Ma, finito lo spettacolo, Mangiafuoco lo chiuse in una gabbia. All'improvviso, ecco apparire la Fata Azzurra: "Perchè non sei andato a scuola?" gli chiese. Pinocchio rispose con una bugia e subito il suo naso cominciò a crescere... Solo quando disse la verità, la Fata lo liberò e il naso ritornò normale. Tornando a casa, Pinocchio vide una diligenza carica di ragazzi festanti. Il postiglione gli disse che era diretta al Paese dei Balocchi, dove i bambini potevano fare tutto quello che volevano. "Pinocchio,torna indietro!" lo rincorse il Grillo. Ma il burattino non lo ascoltò. Lì Pinocchio fece amicizia con Lucignolo: i due mangiavano dolci a più non posso e si divertivano moltissimo. Ma ben presto scoprirono che i ragazzi svogliati e maleducati che finivano in quel paese venivano tramutati in asinelli. Quando anche a lui spuntarono due orecchie lunghe e la coda, Pinocchio
scappò disperato, seguito dal fedele amico Grillo. Insieme, tornarono poi
alla casa di Geppetto, ma non trovarono nessuno. "Chissà che cosa gli sarà accaduto!" In quel momento, una colomba
portò loro un messaggio: Geppetto, mentre cercava Pinocchio, era stato inghiottito da una balena e adesso era suo prigioniero."Voglio salvarlo!" decise il burattino.Giunto al mare, si tuffò e sul fondo trovò il babbo nella pancia della balena. Ma come uscire di là?Accesero allora un gran fuoco: il fumo fece starnutire la balena, che spalancò la bocca. Pinocchio e Geppetto scapparono su una zattera. Il burattino aiutò il suo babbo a nuotare in mezzo alle altre onde: giunti
a riva però, per il grande sforzo svenne. Addolorato, Geppetto lo portò a casa. Ma la Fata risvegliò Pinocchio e, come promesso, premiò il suo coraggio e la sua bontà trasformandolo in un
bimbo vero!
ato," dissela Fata, "e un giorno sarai un bambinovero!" Poi, rivolta al Grillo Parlante: "Io ti nominoguida e consigliere di Pinocchio," aggiunse prima di svanire tra mille bagliori di luce.Figurarsi la gioia di Geppetto quando scoprì che il suo omettino di legno poteva muoversi e parlare! La mattina dopo lo mandò a scuola. "Addio figliolo, torna presto!" Pinocchio, disubbidiente, andò invece da Mangiafuoco, un burattinaio che promise di renderlo famoso. Si divertì molto a cantare e ballare con le altre marionette. Ma, finito lo spettacolo, Mangiafuoco lo chiuse in una gabbia. All'improvviso, ecco apparire la Fata Azzurra: "Perchè non sei andato a scuola?" gli chiese. Pinocchio rispose con una bugia e subito il suo naso cominciò a crescere... Solo quando disse la verità, la Fata lo liberò e il naso ritornò normale. Tornando a casa, Pinocchio vide una diligenza carica di ragazzi festanti. Il postiglione gli disse che era diretta al Paese dei Balocchi, dove i bambini potevano fare tutto quello che volevano. "Pinocchio,torna indietro!" lo rincorse il Grillo. Ma il burattino non lo ascoltò. Lì Pinocchio fece amicizia con Lucignolo: i due mangiavano dolci a più non posso e si divertivano moltissimo. Ma ben presto scoprirono che i ragazzi svogliati e maleducati che finivano in quel paese venivano tramutati in asinelli. Quando anche a lui spuntarono due orecchie lunghe e la coda, Pinocchioscappò disperato, seguito dal fedele amico Grillo. Insieme, tornarono poi
alla casa di Geppetto, ma non trovarono nessuno. "Chissà che cosa gli sarà accaduto!" In quel momento, una colombaportò loro un messaggio: Geppetto, mentre cercava Pinocchio, era stato inghiottito da una balena e adesso era suo prigioniero."Voglio salvarlo!" decise il burattino.Giunto al mare, si tuffò e sul fondo trovò il babbo nella pancia della balena. Ma come uscire di là?Accesero allora un gran fuoco: il fumo fece starnutire la balena, che spalancò la bocca. Pinocchio e Geppetto scapparono su una zattera. Il burattino aiutò il suo babbo a nuotare in mezzo alle altre onde: giunti
a riva però, per il grande sforzo svenne. Addolorato, Geppetto lo portò a casa. Ma la Fata risvegliò Pinocchio e, come promesso, premiò il suo coraggio e la sua bontà trasformandolo in un
bimbo vero!
ROMANZO CRIMINALE - EP. 5-6-7-8
Episodio 5
Con tutta la polizia scatenata alla ricerca di Moro, gli affari della banda subiscono un drastico rallentamento. Il Libanese decide di dare l'esempio agli altri e riesce a far passare un carico nonostante i posti di blocco. Ha capito che alla polizia ora interessano solo i terroristi, non i criminali comuni. La camorra vuole aiutare lo Stato e i servizi segreti nella ricerca di Aldo Moro. Il Sardo organizza un incontro fra il capo della camorra e i capi della banda della Magliana, che accettano di cercare informazioni in cambio di "riconoscenza". Il Freddo però non è d'accordo di fare affari con poteri troppo grandi.
Improvvisamente si fa viva Sara, la ex compagna del Libanese. La loro relazione era bruscamente terminata quando il Terribile, per dare una lezione al Libanese, aveva fatto pestare lui e violentare la ragazza, ma in tutti questi anni il Libanese non era riuscito ad amare nessun'altra. Ora lei lavora in un ristorante sul litorale e la loro storia sembra rivivere un ritorno di fiamma, ma una mattina lei scompare dopo averlo derubato dei soldi e della nuova Porsche. Il Libanese la ritrova insieme al suo nuovo ragazzo: era stata tutta una messinscena per vendicarsi della vecchia umiliazione e del fatto che ora lui e il Terribile fanno addirittura affari insieme. Il Libanese uccide il ragazzo e lascia andare Sara.
Il Freddo decide di rivelare al fratello che Roberta ora sta con lui, ma Gigio la prende malissimo e la relazione tra Freddo e Roberta entra in crisi. Bufalo organizza una rapina a un camion di pellicce ma il Freddo lo ferma spiegandogli che ora non sono più ladri, ma criminali. Scialoja, nonostante le idee di sinistra, è sconvolto dal rapimento di Moro. Il magistrato lo incoraggia a proseguire le indagini. Prova a mettere in mezzo il Terribile, che però non collabora. Sua sorella viene coinvolta nelle indagini contro i terroristi, ma riesce a farla rilasciare.
I servizi segreti forniscono alla banda indizi utili nella ricerca di Moro. Non c'è traccia di come i terroristi siano riusciti ad acquistare le armi, ma Dandi probabilmente riesce a trovare il nascondiglio di Moro. Purtroppo però i servizi segreti, tramite la camorra, fanno sapere di non essere più interessati al loro aiuto. Il Terribile prova a mettersi d'accordo con il Sardo per avere protezione e rifugio in caso di necessità, mentre di nascosto fornisce a Scialoja informazioni su come ritrovare il corpo del Barone Roselini.
Sara ritorna nell'appartamento del Libanese e si suicida davanti a lui. Freddo e Dandi lo aiutano a gettarne il corpo in un lago. Roberta convince Freddo a rimettersi insieme, mentre il Libanese dà fuoco alla sua vecchia roulotte, e ai suoi sogni. Quella stessa notte, Libanese, Freddo e Dandi vengono arrestati per l'omicidio Roselini.
Episodio 6
Quasi tutta la banda si ritrova in carcere. Oltre ai tre capi, anche Sergio e Ruggero Buffoni, Scrocchiazeppi e Fierolocchio. Rimangono fuori il Sardo che è riuscito a far perdere le sue tracce, il Bufalo che casualmente sfugge alla cattura, Ricotta e Trentadenari che sembrano essere non troppo preoccupati degli arresti e che nel frattempo portano avanti gli affari. Il Libanese viene messo in cella con uno dei suoi "miti" giovanili, il vecchio criminale Gerardo il Barbaro (un meraviglioso Ninetto Davoli). I suoi vecchi compagni sono morti o in galera e la moglie lo ha ripudiato, ma non ha perso l'onore e durante la carcerazione copre le spalle al Libanese in più di un'occasione.
Don Macrì è il boss che controlla il carcere, e uno dei suoi sgherri è l'unico superstite dei fratelli Cannizzaro che perciò prova a uccidere il Libanese, ma fallisce. Don Macrì prova a farsi portare rispetto dai membri della Magliana, ma questi non esistano a spargere sangue e ribaltano la situazione. Anche i secondini capiscono subito da che parte è girato il vento. Scrocchiazeppi viene a sapere che la fidanzata Angelina è incinta. In un flashback Freddo ricorda di quando scoprì il padre insieme all'amante, di come da quel giorno il loro rapporto fu irrimediabilmente incrinato, e che commise la sua prima rapina proprio ai danni del negozio della donna. Dandi invece rivela di essere contento di pagare le sue donne per non doversi assumere responsabilità.
Scialoja nel frattempo fatica a convalidare gli arresti. Quando sembra confermato che la voce di Scrocchiazeppi è la stessa del telefonista del sequestro, i servizi segreti provvedono a occultare i nastri, e la banda viene scarcerata. Scialoja cerca conforto fra le braccia di Patrizia, ma viene respinto. Una volta fuori, Dandi si precipita da Patrizia ma la trova con un cliente al quale rompe la faccia. Scrocchiazeppi ritrova la sua Angelina mentre Roberta fugge appena Freddo le si avvicina. Libanese per riconoscenza prova a parlare alla moglie di Gerardo il Barbaro, ma questa gli chiude la porta in faccia.
I servizi segreti recapitano al Libanese i nastri con le loro voci registrate. In una frase sibillina il Vecchio afferma che "adesso possiamo concentrarci sull'ultimo atto della tragedia nazionale". La mattina dopo, viene ritrovato il cadavere di Aldo Moro.
Episodio 7
Scoperto che chi ha fatto la "soffiata" alla polizia è stato il Terribile, uscito dal carcere il Libanese decide che è ora di farlo uccidere. Unico problema, il Terribile ha la mafia alle spalle. Ma anche senza l'aiuto del Sardo e della camorra, si mettono a preparare il piano. Decidono di agire il giorno del matrimonio di Scrocchiazeppi e Angelina. Con una consistente donazione ma soprattutto con minacce ben poco velate, Dandi convince il sacerdote ad abbreviare i tempi per la celebrazione. Il Libanese e gli altri incontrano il Terribile; dietro alle belle parole di facciata, è ormai chiaro che la situazione è insanabile.
Dandi viene ricercato per l'aggressione a Persichetti(l'uomo pestato in casa di Patrizia) ma riesce a fuggire e si nasconde a casa di Angelina. Nel frattempo, il Terribile dà ordine ai fratelli Gemito di uccidere Libanese, ma vengono intercettati da Freddo e Bufalo che stavano sorvegliando l'amico. Ai Gemito viene risparmiata la vita in cambio della loro collaborazione ai danni del Terribile. I fratelli Buffoni e Fierolocchio fanno irruzione nella villa del Terribile che però è già fuggito. Ricotta riferisce che il Sardo e la camorra non sono contenti dell'iniziativa. In realtà è proprio il Sardo che sta nascondendo il Terribile, per ricambiare vecchi favori.
Freddo e Libanese decidono che prima di tutto bisogna sistemare la situazione del Dandi, perciò minacciano il Persichetti e gli danno 30 milioni per fargli ritirare la denuncia. Scialoja viene informato da un personaggio anonimo inviato dai servizi segreti che la sorella sta per essere arrestata, e ancora una volta riesce a farla fuggire poco prima dell'irruzione della polizia. É il giorno del matrimonio di Scrocchiazeppi. Scialoja interroga ancora una volta senza esito Patrizia. Questa prima gli si rivolge con disprezzo a causa della sua incapacità, e poi raggiunge Dandi al luogo della festa. Scialoja sfoga le sue repressioni con la bella cassiera del tribunale, che "arrotonda" così il suo stipendio. Freddo e Libanese affrontano Patrizia perché sta facendo troppo casino col Dandi: le offrono una intera palazzina nel centro di Roma per smettere di fare la prostituta e diventare invece una "maitresse" e la donna del Dandi a tempo pieno, offerta senza alternative e immediatamente accettata.
A questo punto il Sardo si fa finalmente vivo svelando il nascondiglio del Terribile. Mentre il Libanese rimane alla festa per crearsi un alibi e qui assiste all'esibizione di un giovane Franco Califano,Freddo,Bufalo Ricotta e Trentadenari raggiungono e uccidono il pericoloso boss di Centocelle.
Episodio 8
Il commissario Scialoja tenta inutilmente di far parlare i fratelli Gemito, che ormai fanno parte della banda. La mafia, tramite il boss chiamato Zio Carlo, contatta i tre capi per fare affari direttamente con loro, visto che il Terribile ora è morto. Questo rappresenta l'ennesimo salto di qualità per la banda, in quanto la mafia non vuole percentuali sulle vendite ma trattano la banda alla pari. In questo episodio fa la sua comparsa il Nero, un ragazzo appartenente agli ambienti di estrema destra. Il Nero effettua una rapina in banca e Scialoja imprigiona il Freddo perché la descrizione dell'assassino coincide con la sua, e anche la moto usata per la rapina è uguale.
Patrizia ha aperto sua casa di appuntamenti con la collaborazione del suo amico gay Ranocchia. Un casertano muore d'infarto mentre è lì in compagnia di una ragazza cinese. Era amico di Trentadenari, ma alle sue domande il Dandi nega di saperne qualcosa. La ragazza cinese prova ad avvisare la polizia però il Dandi arriva prima di Scialoja e la convince a tacere.
Nel frattempo la banda si appropria delle proprietà del Terribile e apre una bisca in uno dei locali che prima era di quest'ultimo. Il Libanese, grazie alla mafia, viene a sapere chi ha fatto la rapina in banca. Fatta amicizia col Nero, ripulisce il denaro rubato e mette la moto usata nella rapina davanti alla Questura, il che obbliga Scialoja a rilasciare il Freddo. Questi esce e viene portato alla bisca di cui non sapeva ancora l'esistenza. Quella stessa sera il Libanese presenta alla banda il Secco, un finanziere raccomandato dalla mafia che promette di reinvestire fruttuosamente una parte dei loro utili. Il Freddo, arrabbiato con il Libanese per tutte queste decisioni, abbandona la bisca e va a fare un giro in moto con il Nero.
Prossima settimana ultime 4 puntate....
Con tutta la polizia scatenata alla ricerca di Moro, gli affari della banda subiscono un drastico rallentamento. Il Libanese decide di dare l'esempio agli altri e riesce a far passare un carico nonostante i posti di blocco. Ha capito che alla polizia ora interessano solo i terroristi, non i criminali comuni. La camorra vuole aiutare lo Stato e i servizi segreti nella ricerca di Aldo Moro. Il Sardo organizza un incontro fra il capo della camorra e i capi della banda della Magliana, che accettano di cercare informazioni in cambio di "riconoscenza". Il Freddo però non è d'accordo di fare affari con poteri troppo grandi.
Improvvisamente si fa viva Sara, la ex compagna del Libanese. La loro relazione era bruscamente terminata quando il Terribile, per dare una lezione al Libanese, aveva fatto pestare lui e violentare la ragazza, ma in tutti questi anni il Libanese non era riuscito ad amare nessun'altra. Ora lei lavora in un ristorante sul litorale e la loro storia sembra rivivere un ritorno di fiamma, ma una mattina lei scompare dopo averlo derubato dei soldi e della nuova Porsche. Il Libanese la ritrova insieme al suo nuovo ragazzo: era stata tutta una messinscena per vendicarsi della vecchia umiliazione e del fatto che ora lui e il Terribile fanno addirittura affari insieme. Il Libanese uccide il ragazzo e lascia andare Sara.
Il Freddo decide di rivelare al fratello che Roberta ora sta con lui, ma Gigio la prende malissimo e la relazione tra Freddo e Roberta entra in crisi. Bufalo organizza una rapina a un camion di pellicce ma il Freddo lo ferma spiegandogli che ora non sono più ladri, ma criminali. Scialoja, nonostante le idee di sinistra, è sconvolto dal rapimento di Moro. Il magistrato lo incoraggia a proseguire le indagini. Prova a mettere in mezzo il Terribile, che però non collabora. Sua sorella viene coinvolta nelle indagini contro i terroristi, ma riesce a farla rilasciare.
I servizi segreti forniscono alla banda indizi utili nella ricerca di Moro. Non c'è traccia di come i terroristi siano riusciti ad acquistare le armi, ma Dandi probabilmente riesce a trovare il nascondiglio di Moro. Purtroppo però i servizi segreti, tramite la camorra, fanno sapere di non essere più interessati al loro aiuto. Il Terribile prova a mettersi d'accordo con il Sardo per avere protezione e rifugio in caso di necessità, mentre di nascosto fornisce a Scialoja informazioni su come ritrovare il corpo del Barone Roselini.
Sara ritorna nell'appartamento del Libanese e si suicida davanti a lui. Freddo e Dandi lo aiutano a gettarne il corpo in un lago. Roberta convince Freddo a rimettersi insieme, mentre il Libanese dà fuoco alla sua vecchia roulotte, e ai suoi sogni. Quella stessa notte, Libanese, Freddo e Dandi vengono arrestati per l'omicidio Roselini.
Episodio 6
Quasi tutta la banda si ritrova in carcere. Oltre ai tre capi, anche Sergio e Ruggero Buffoni, Scrocchiazeppi e Fierolocchio. Rimangono fuori il Sardo che è riuscito a far perdere le sue tracce, il Bufalo che casualmente sfugge alla cattura, Ricotta e Trentadenari che sembrano essere non troppo preoccupati degli arresti e che nel frattempo portano avanti gli affari. Il Libanese viene messo in cella con uno dei suoi "miti" giovanili, il vecchio criminale Gerardo il Barbaro (un meraviglioso Ninetto Davoli). I suoi vecchi compagni sono morti o in galera e la moglie lo ha ripudiato, ma non ha perso l'onore e durante la carcerazione copre le spalle al Libanese in più di un'occasione.
Don Macrì è il boss che controlla il carcere, e uno dei suoi sgherri è l'unico superstite dei fratelli Cannizzaro che perciò prova a uccidere il Libanese, ma fallisce. Don Macrì prova a farsi portare rispetto dai membri della Magliana, ma questi non esistano a spargere sangue e ribaltano la situazione. Anche i secondini capiscono subito da che parte è girato il vento. Scrocchiazeppi viene a sapere che la fidanzata Angelina è incinta. In un flashback Freddo ricorda di quando scoprì il padre insieme all'amante, di come da quel giorno il loro rapporto fu irrimediabilmente incrinato, e che commise la sua prima rapina proprio ai danni del negozio della donna. Dandi invece rivela di essere contento di pagare le sue donne per non doversi assumere responsabilità.
Scialoja nel frattempo fatica a convalidare gli arresti. Quando sembra confermato che la voce di Scrocchiazeppi è la stessa del telefonista del sequestro, i servizi segreti provvedono a occultare i nastri, e la banda viene scarcerata. Scialoja cerca conforto fra le braccia di Patrizia, ma viene respinto. Una volta fuori, Dandi si precipita da Patrizia ma la trova con un cliente al quale rompe la faccia. Scrocchiazeppi ritrova la sua Angelina mentre Roberta fugge appena Freddo le si avvicina. Libanese per riconoscenza prova a parlare alla moglie di Gerardo il Barbaro, ma questa gli chiude la porta in faccia.
I servizi segreti recapitano al Libanese i nastri con le loro voci registrate. In una frase sibillina il Vecchio afferma che "adesso possiamo concentrarci sull'ultimo atto della tragedia nazionale". La mattina dopo, viene ritrovato il cadavere di Aldo Moro.
Episodio 7
Scoperto che chi ha fatto la "soffiata" alla polizia è stato il Terribile, uscito dal carcere il Libanese decide che è ora di farlo uccidere. Unico problema, il Terribile ha la mafia alle spalle. Ma anche senza l'aiuto del Sardo e della camorra, si mettono a preparare il piano. Decidono di agire il giorno del matrimonio di Scrocchiazeppi e Angelina. Con una consistente donazione ma soprattutto con minacce ben poco velate, Dandi convince il sacerdote ad abbreviare i tempi per la celebrazione. Il Libanese e gli altri incontrano il Terribile; dietro alle belle parole di facciata, è ormai chiaro che la situazione è insanabile.
Dandi viene ricercato per l'aggressione a Persichetti(l'uomo pestato in casa di Patrizia) ma riesce a fuggire e si nasconde a casa di Angelina. Nel frattempo, il Terribile dà ordine ai fratelli Gemito di uccidere Libanese, ma vengono intercettati da Freddo e Bufalo che stavano sorvegliando l'amico. Ai Gemito viene risparmiata la vita in cambio della loro collaborazione ai danni del Terribile. I fratelli Buffoni e Fierolocchio fanno irruzione nella villa del Terribile che però è già fuggito. Ricotta riferisce che il Sardo e la camorra non sono contenti dell'iniziativa. In realtà è proprio il Sardo che sta nascondendo il Terribile, per ricambiare vecchi favori.
Freddo e Libanese decidono che prima di tutto bisogna sistemare la situazione del Dandi, perciò minacciano il Persichetti e gli danno 30 milioni per fargli ritirare la denuncia. Scialoja viene informato da un personaggio anonimo inviato dai servizi segreti che la sorella sta per essere arrestata, e ancora una volta riesce a farla fuggire poco prima dell'irruzione della polizia. É il giorno del matrimonio di Scrocchiazeppi. Scialoja interroga ancora una volta senza esito Patrizia. Questa prima gli si rivolge con disprezzo a causa della sua incapacità, e poi raggiunge Dandi al luogo della festa. Scialoja sfoga le sue repressioni con la bella cassiera del tribunale, che "arrotonda" così il suo stipendio. Freddo e Libanese affrontano Patrizia perché sta facendo troppo casino col Dandi: le offrono una intera palazzina nel centro di Roma per smettere di fare la prostituta e diventare invece una "maitresse" e la donna del Dandi a tempo pieno, offerta senza alternative e immediatamente accettata.
A questo punto il Sardo si fa finalmente vivo svelando il nascondiglio del Terribile. Mentre il Libanese rimane alla festa per crearsi un alibi e qui assiste all'esibizione di un giovane Franco Califano,Freddo,Bufalo Ricotta e Trentadenari raggiungono e uccidono il pericoloso boss di Centocelle.
Episodio 8
Il commissario Scialoja tenta inutilmente di far parlare i fratelli Gemito, che ormai fanno parte della banda. La mafia, tramite il boss chiamato Zio Carlo, contatta i tre capi per fare affari direttamente con loro, visto che il Terribile ora è morto. Questo rappresenta l'ennesimo salto di qualità per la banda, in quanto la mafia non vuole percentuali sulle vendite ma trattano la banda alla pari. In questo episodio fa la sua comparsa il Nero, un ragazzo appartenente agli ambienti di estrema destra. Il Nero effettua una rapina in banca e Scialoja imprigiona il Freddo perché la descrizione dell'assassino coincide con la sua, e anche la moto usata per la rapina è uguale.
Patrizia ha aperto sua casa di appuntamenti con la collaborazione del suo amico gay Ranocchia. Un casertano muore d'infarto mentre è lì in compagnia di una ragazza cinese. Era amico di Trentadenari, ma alle sue domande il Dandi nega di saperne qualcosa. La ragazza cinese prova ad avvisare la polizia però il Dandi arriva prima di Scialoja e la convince a tacere.
Nel frattempo la banda si appropria delle proprietà del Terribile e apre una bisca in uno dei locali che prima era di quest'ultimo. Il Libanese, grazie alla mafia, viene a sapere chi ha fatto la rapina in banca. Fatta amicizia col Nero, ripulisce il denaro rubato e mette la moto usata nella rapina davanti alla Questura, il che obbliga Scialoja a rilasciare il Freddo. Questi esce e viene portato alla bisca di cui non sapeva ancora l'esistenza. Quella stessa sera il Libanese presenta alla banda il Secco, un finanziere raccomandato dalla mafia che promette di reinvestire fruttuosamente una parte dei loro utili. Il Freddo, arrabbiato con il Libanese per tutte queste decisioni, abbandona la bisca e va a fare un giro in moto con il Nero.
Prossima settimana ultime 4 puntate....
mercoledì 6 maggio 2009
BIRKIN BAG - HERMES
Le star di Hollywood non ne possono fare a meno. E anche le comuni mortali come noi sognano di poterne sfoggiare una prima o poi. Stiamo parlando della Birkin, la borsa che oltre ad essere un must senza tempo, rappresenta anche un segno di distinzione, uno stile di vita, un modello da seguire che tutte le donne e le ragazze del mondo vorrebbero poter indossare almeno una volta nella vita. Perchè una borsa Hermes Birkin non è un semplice accessorio, ma un pezzo di stile da mettere in mostra con orgoglio. E’ dal 1984 che questa particolare bag è entrata nell’immaginario femminile come un sogno da raggiungere prima o poi nella vita. Un sogno che l’ideatore, Jean Louis Dumas, è riuscito ad interpretare e a mettere in pratica alla perfezione. Una borsa senza tempo che riesce ad essere al tempo stesso altamente elegante, senza però dimenticare la necessità di ogni donna di portare con sè mezza casa ogni volta che esce anche solo per una passeggiata. Ed è forse questo il segreto del successo infinito della Birkin di Hermes: è riuscita a far sposare alla perfezione due condizioni e due caratteristiche tanto lontante ma assolutamente indiscindibili per una donna.Birkin Bag
La Birkin bag è una borsetta, realizzata dai manifatturieri del marchio Hermès. Prende il suo nome dall’attrice Jane Birkin.
Il costo per una birkin bag varia da approssimativamente 5000 dollari, fino ad arrivare a più di 50.000. Una birkin bag di pelle di coccodrillo, ed impreziosita da diamanti è stata battuta all'asta nel 2005 per 65.000 dollari. Le ordinazioni per speciali modelli di birkin bag possono superare anche i due anni di attesa, prima di essere evasi. La stessa Jane Birkin raccontò alla giornalista Dana Thomas la propria versione: nel 1984 durante un volo da Parigi a Londra, dove viaggiava anche Jean-Louis Dumas, lo stilista di Hermès, lei aprì la sua borsa di Hermès dalla quale cadde una moltitudine di fogli e appunti. Dumas allora prese la sua borsa e gliela restituì qualche settimana dopo, con l’aggiunta di una tasca (che da allora divenne standard). Jane Birkin raccontò a Dumas la propria difficoltà di trovare una borsa per il week - end, che sia allo stesso tempo femminile e comoda. In base alla descrizione del suo ideale di borsa, Dumas ne realizzò il prototipo e gliela fece arrivare a casa. Una versione più pungente è stata raccontata dal regista Andrew Litvack. Egli raccontò che Jane venne chiamata da Hermès p
er il primo prototipo già nel 1981. L’attrice stava per andarsene con la borsa, quando le dissero che stava dimenticando qualcosa. Jane, imbarazzata, allora realizzò che volevano farle pagare la borsa. Dopo l’episodio, racconta Litvack, Jane venne rimborsata e ora riceve il 10% di sconto da Hermès.
Il costo per una birkin bag varia da approssimativamente 5000 dollari, fino ad arrivare a più di 50.000. Una birkin bag di pelle di coccodrillo, ed impreziosita da diamanti è stata battuta all'asta nel 2005 per 65.000 dollari. Le ordinazioni per speciali modelli di birkin bag possono superare anche i due anni di attesa, prima di essere evasi. La stessa Jane Birkin raccontò alla giornalista Dana Thomas la propria versione: nel 1984 durante un volo da Parigi a Londra, dove viaggiava anche Jean-Louis Dumas, lo stilista di Hermès, lei aprì la sua borsa di Hermès dalla quale cadde una moltitudine di fogli e appunti. Dumas allora prese la sua borsa e gliela restituì qualche settimana dopo, con l’aggiunta di una tasca (che da allora divenne standard). Jane Birkin raccontò a Dumas la propria difficoltà di trovare una borsa per il week - end, che sia allo stesso tempo femminile e comoda. In base alla descrizione del suo ideale di borsa, Dumas ne realizzò il prototipo e gliela fece arrivare a casa. Una versione più pungente è stata raccontata dal regista Andrew Litvack. Egli raccontò che Jane venne chiamata da Hermès p
er il primo prototipo già nel 1981. L’attrice stava per andarsene con la borsa, quando le dissero che stava dimenticando qualcosa. Jane, imbarazzata, allora realizzò che volevano farle pagare la borsa. Dopo l’episodio, racconta Litvack, Jane venne rimborsata e ora riceve il 10% di sconto da Hermès.Nella cultura popolare la birkin bag è diventata simbolo di lusso e la stessa Jane Birkin ha dichiarato che la fama della borsetta ha di gran lunga superato la sua. In anni recenti la birkin bag è stata spesso citata in popolari serie televisive come Sex and the City (ovvio), Una mamma per amica, e Will & Grace. La borsa è nominata anche nella stagione finale de I Soprano ed in Gossip Girl.
Alla birkin bag fa anche riferimento Lil' Kim nel brano Doing It Way Big, Jay-Z e Beyonce nel brano Deja Vu e nuovamente nel brano '03 Bonnie & Clyde e Madonna nel video di Give It 2 Me. Riferimenti alla borsa vengono fatti anche nel musical ispirato al film La rivincita delle bionde.
Un bizzarro incidente capitò nel 2006 all’aeroporto Heathrow di Londra, quando venne rubata la Birkin arancione dell’attrice Lindsay Lohan, che conteneva oggetti per un valore che arrivava a 1.000.000 di dollari. Fortunatamente, la borsa venne ritrovata.
Alla birkin bag fa anche riferimento Lil' Kim nel brano Doing It Way Big, Jay-Z e Beyonce nel brano Deja Vu e nuovamente nel brano '03 Bonnie & Clyde e Madonna nel video di Give It 2 Me. Riferimenti alla borsa vengono fatti anche nel musical ispirato al film La rivincita delle bionde.
Un bizzarro incidente capitò nel 2006 all’aeroporto Heathrow di Londra, quando venne rubata la Birkin arancione dell’attrice Lindsay Lohan, che conteneva oggetti per un valore che arrivava a 1.000.000 di dollari. Fortunatamente, la borsa venne ritrovata.
Potrei uccidere per questa borsa...
Il Manchester in finale
Come riporta il corriere.it il Manchester United ha staccato il biglietto per Roma, dove si disputerà la finale della Champions League. Mercoledì conoscerà la rivale che uscirà nell'incontro tra Chelsea e Barcellona (0-0 all'andata). Dopo l'1-0 dell'Old Trafford, i Red Devils passano agevolmente anche a Londra con un perentorio 3-1. Park Ji-sung e Cristiano Ronaldo dopo soli undici minuti del primo tempo chiudono il discorso, poi il sigillo del 3-0 del Pallone d'oro nella ripresa. Nel finale il gol della bandiera su rigore dei Gunners.MANCHESTER - Dopo undici minuti il Manchester United è già in finale. L'Arsenal non aveva ancora le prime gocce di sudore in fronte e prima Park Ji-sung all'8' (bravo a sfruttare un errore della difesa dei Gunners), poi Cristiano Ronaldo tre minuti dopo (su punizione che sorprende il portiere Almunia) riducevano a zero le ambizioni di rimonta dei londinesi, che speravano di recuperare l'1-0 dell'Old Trafford. Troppa la differenza in campo tra la squadra di sir Alec Ferguson e quella guidata da Arsène Wenger, che dopo il colpo del k.o del Pallone d'oro è andata in confusione. Al 18' Rooney ha sfiorato il terzo gol e il primo tempo è finito senza una vera palla gol per l'Arsenal. Nella ripresa la musica non cambia: l'Arsenal attacca a testa bassa per cercare il gol della bandiera, ma al 16' subisce il terzo gol: Rooney s'invola in contropiede sulla sinistra, passa al centro e Ronaldo puntuale insacca. Van Persie su rigore concesso dall'arbitro Rosetti fissa il risultato sul 3-1 al 31'. Roma aspetta i Red Devils il 27 maggio.
Non me ne puo' frega' de' meno della champions...ma il mio Cri ieri è stato strepitoso...dovevo scriverlo!!!!! ^_^
un po' di Foscolo...
ALLA SERA
Forse perché della fatal quïete
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,
e quando dal nevoso aere inquïete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,
e quando dal nevoso aere inquïete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.
A ZACINTO
Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque
cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra;
a noi prescrisseil fato illacrimata sepoltura.
martedì 5 maggio 2009
LA PARABOLA DEL RANOCCHIO...

C'era una volta una gara ... di ranocchi. L'obiettivo era arrivare in cima a una gran torre. Richiamata dall'insolito spettacolo, si radunò molta gente per vedere e fare il tifo. Cominciò la gara, ma in realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi del tipo: "Ma che pena!!! Non ce la faranno mai!" E così alcuni ranocchi, che percepirono questi commenti, cominciarono a desistere, sfiduciati, tranne uno, che continuava a cercare di raggiungere la cima. Ma la gente continuava:
"... Che pena!!! Non ce la faranno mai!..."
Sennonché molti ranocchi si diedero per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere. Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio testardo, che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine, la cima.
Quindi, com'è naturale che fosse, gli altri vollero sapere come avesse fatto e uno degli altri ranocchi più curiosi si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere quella difficile prova. Non ottenne risposta. E cosi si scoprì che quel ranocchio vincitore... era sordo!
Morale: non ascoltare le persone con la pessima abitudine di essere negative... derubano le migliori speranze del tuo cuore! Ricorda sempre il potere che hanno le parole che ascolti o leggi. Per cui, preoccupati di essere sempre POSITIVO!
Riassumendo: Sii sempre sordo quando qualcuno ti dice che non puoi realizzare i tuoi sogni. E ricorda: l'ottimismo è la concezione filosofica secondo la quale il mondo è ordinato positivamente e il bene deve necessariamente prevalere sul male. L'ottimismo è la tendenza di coloro che, in generale o in una circostanza particolare, sono portati a vedere le cose sotto una luce favorevole. L'ottimismo, come disposizione mentale e come atteggiamento pratico, emerge da tutte le concezioni del mondo che danno per garantiti l'ordine e la finalità positiva della realtà nel suo complesso. È impegnato a provare il carattere «apparente» e l'irrealtà del male (il male come «non essere»), o quanto meno la funzione positiva di esso nell'economia del tutto.
Quando la passione fa brutti scherzi
da Tgcom.Amanti focosi, restano "attaccati"
Devono essere soccorsi dal 118
Cassiera lei e guardia giurata lui, entrambi sposati e con prole, da tempo erano amanti. Ma la loro ultima performance erotica, nelle toilette del centro commerciale della Bergamasca dove entrambi lavorano, è diventata un incubo per entrambi. Qualcosa, infatti, è andato storto, e i due sono rimasti attaccati. Alla fine, disperati, hanno dovuto chiedere aiuto al 118 che, ancora avvinghiati, ha trasportato i due amanti all'ospedale.
Tutto è cominciato, riferisce la "Gazzetta dell'Adda", quando la cassiera, appena terminato il turno di lavoro, ha cercato il suo amante: la guardia giurata ha detto ai colleghi che si sarebbe allontanato qualche minuto per un caffè e ha raggiunto la donna in un bagno. Qui la loro passione ha preso il sopravvento, e i due si sono avventurati in un rapporto anale. Ma qualcosa è andato decisamente storto, e i focosi amanti non sono più riusciti a staccarsi.Dopo diversi, inutili tentativi, i due hanno dovuto chiedere soccorso al 118: gli infermieri, non senza parecchio imbarazzo, hanno caricato i due sull'ambulanza dopo averli opportunamente nascosti sotto un telo durante il trasporto in barella, e li hanno trasportati all'ospedale per l'operazione di distacco.L'arrivo dell'ambulanza al centro commerciale, però, non è passato inosservato: attorno all'autolettiga si è infatti radunata una folla di curiosi. Tra questi anche il marito della cassiera, che con il figlio si era recato al supermercato per fare la spesa e stava attendendo la fine del turno della consorte. Quando si è accorto che sotto il telo c'era la moglie e che "incollato" a lei c'era un altro uomo, è svenuto ed è stato soccorso dal personale del 118.Pochi minuti dopo il malcapitato si è ripreso, e i presenti hanno dovuto faticare non poco per evitare che compisse una follia. Oltre alla scoperta in flagrante e all'imbarazzante figura, la scappatella dei due amanti si è quindi conclusa anche con il licenziamento in tronco della guardia. La cassiera, invece, si è salvata, almeno dal punto di vista lavorativo, poiché al momento dell'"incidente" non era più in servizio.
Devono essere soccorsi dal 118
Cassiera lei e guardia giurata lui, entrambi sposati e con prole, da tempo erano amanti. Ma la loro ultima performance erotica, nelle toilette del centro commerciale della Bergamasca dove entrambi lavorano, è diventata un incubo per entrambi. Qualcosa, infatti, è andato storto, e i due sono rimasti attaccati. Alla fine, disperati, hanno dovuto chiedere aiuto al 118 che, ancora avvinghiati, ha trasportato i due amanti all'ospedale.
Tutto è cominciato, riferisce la "Gazzetta dell'Adda", quando la cassiera, appena terminato il turno di lavoro, ha cercato il suo amante: la guardia giurata ha detto ai colleghi che si sarebbe allontanato qualche minuto per un caffè e ha raggiunto la donna in un bagno. Qui la loro passione ha preso il sopravvento, e i due si sono avventurati in un rapporto anale. Ma qualcosa è andato decisamente storto, e i focosi amanti non sono più riusciti a staccarsi.Dopo diversi, inutili tentativi, i due hanno dovuto chiedere soccorso al 118: gli infermieri, non senza parecchio imbarazzo, hanno caricato i due sull'ambulanza dopo averli opportunamente nascosti sotto un telo durante il trasporto in barella, e li hanno trasportati all'ospedale per l'operazione di distacco.L'arrivo dell'ambulanza al centro commerciale, però, non è passato inosservato: attorno all'autolettiga si è infatti radunata una folla di curiosi. Tra questi anche il marito della cassiera, che con il figlio si era recato al supermercato per fare la spesa e stava attendendo la fine del turno della consorte. Quando si è accorto che sotto il telo c'era la moglie e che "incollato" a lei c'era un altro uomo, è svenuto ed è stato soccorso dal personale del 118.Pochi minuti dopo il malcapitato si è ripreso, e i presenti hanno dovuto faticare non poco per evitare che compisse una follia. Oltre alla scoperta in flagrante e all'imbarazzante figura, la scappatella dei due amanti si è quindi conclusa anche con il licenziamento in tronco della guardia. La cassiera, invece, si è salvata, almeno dal punto di vista lavorativo, poiché al momento dell'"incidente" non era più in servizio.
Una barzelletta fa meno ridere!!!
Oggi 5 Maggio 2009 si celebra la prima “Giornata Nazionale contro la pedofilia”.
Per l’occasione, la Fondazione Luca Barbareschi ha organizzato l’ evento Parla con noi, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema tanto grave quanto sottovalutato e si propone di portare ai soggetti partecipanti- famiglie, genitori, docenti e, soprattutto, bambini - la testimonianza di istituzioni ed associazioni in merito al lavoro che quotidianamente viene svolto sia nel campo della prevenzione che in quello della cura e del trattamento dei bambini abusati.
Nel corso dell’evento del 5 maggio troveranno spazio, sul palco del Teatro Sala Umberto di Roma, momenti di approfondimento sul tema della pedofilia, alla presenza dei numerosi politici invitati a portare il loro contributo, ma anche l’esperienza e l’approfondimento da parte di chi lavora ogni giorno per la difesa dell’infanzia. Non mancheranno, nel corso della mattinata, momenti più ludici, che vedranno la partecipazione di artisti di primo piano nell’ambito dello spettacolo e dello sport, che contribuiranno “con leggerezza” a veicolare agli ospiti più giovani alcuni messaggi a loro destinati. (Tali messaggi sono concordati con il prof. Francesco Montecchi, neuropsichiatra e psicanalista junghiano infantile, già primario dell’Ospedale Bambin Gesù).
La giornata nazionale contro la pedofilia ha l’ambizioso obiettivo di far arrivare ai bambini il messaggio di vicinanza da parte degli adulti: così come per gli adulti è difficile cogliere i segnali del disagio e della sofferenza dei più piccoli, spesso il silenzio diventa l’ostacolo più difficile da superare per chi ha subito una violenza.
Per sconfiggere la piaga orribile della pedofilia l’approccio è quello della prevenzione attraverso atteggiamenti di apertura e dialogo tra bambini ed adulti, attraverso le parole, il gioco, il confronto e l’ascolto.
L’evento vanta l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
OVVIAMENTE LE FARFALLINE ADERISCONO A QUESTA INIZIATIVA!!!
Per l’occasione, la Fondazione Luca Barbareschi ha organizzato l’ evento Parla con noi, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema tanto grave quanto sottovalutato e si propone di portare ai soggetti partecipanti- famiglie, genitori, docenti e, soprattutto, bambini - la testimonianza di istituzioni ed associazioni in merito al lavoro che quotidianamente viene svolto sia nel campo della prevenzione che in quello della cura e del trattamento dei bambini abusati.
Nel corso dell’evento del 5 maggio troveranno spazio, sul palco del Teatro Sala Umberto di Roma, momenti di approfondimento sul tema della pedofilia, alla presenza dei numerosi politici invitati a portare il loro contributo, ma anche l’esperienza e l’approfondimento da parte di chi lavora ogni giorno per la difesa dell’infanzia. Non mancheranno, nel corso della mattinata, momenti più ludici, che vedranno la partecipazione di artisti di primo piano nell’ambito dello spettacolo e dello sport, che contribuiranno “con leggerezza” a veicolare agli ospiti più giovani alcuni messaggi a loro destinati. (Tali messaggi sono concordati con il prof. Francesco Montecchi, neuropsichiatra e psicanalista junghiano infantile, già primario dell’Ospedale Bambin Gesù).
La giornata nazionale contro la pedofilia ha l’ambizioso obiettivo di far arrivare ai bambini il messaggio di vicinanza da parte degli adulti: così come per gli adulti è difficile cogliere i segnali del disagio e della sofferenza dei più piccoli, spesso il silenzio diventa l’ostacolo più difficile da superare per chi ha subito una violenza.
Per sconfiggere la piaga orribile della pedofilia l’approccio è quello della prevenzione attraverso atteggiamenti di apertura e dialogo tra bambini ed adulti, attraverso le parole, il gioco, il confronto e l’ascolto.
L’evento vanta l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
OVVIAMENTE LE FARFALLINE ADERISCONO A QUESTA INIZIATIVA!!!
l’orecchio di Van Gogh
Fu Gauguin a tagliare l’orecchio di Van GoghUn accordo segreto, ma anche la prova tangibile di un’amicizia al tempo stesso profonda e complicata tra due giganti dell’arte, Vincent Van Gogh (1853-1890) e Paul Gauguin (1848-1903). Il saggio di Hans Kaufmann e Rita Wildegans appena uscito in Germania ( L’orecchio di Van Gogh, Paul Gauguin e il patto del silenzio, Osburg Verlag, pp. 392, e 23) certo propone un’interpretazione inedita di un fatto notissimo: non sarebbe stato Van Gogh a tagliarsi l’orecchio nella notte tra il 23 e il 24 dicembre 1888, ad Arles, ma sarebbe invece stato Gauguin a ferire l’amico al termine di un litigio, forse non per motivi artistici, ma piuttosto per colpa di «una certa Rachele».
Non solo: il saggio (corollario ideale alla mostra Van Gogh. Tra terra e cielo in corso al Museo d’arte di Basilea, dove verrà presentato e discusso il 17 giugno) conferma il legame tra Vincent e Paul e quella tensione, mista a gelosia, che accomunava i due. Una tensione che il critico Flavio Caroli definisce «ben avvertibile già a partire dall’inverno del 1886, che sembrava nascere dalla gelosia di Van Gogh per l’amico più 'forte' e che vedeva come terzo incomodo il giovane Émile Bernard». Secondo Caroli l’interpretazione di Kaufmann e Wildegans «è possibile», anche perché di quell’evento non ci sono documenti certi: «Se non quelli ufficiali del sindaco di Arles, la petizione dei cittadini che non volevano quel pittore così scomodo e il resoconto della polizia di un Van Gogh che si presenta in un bordello con il suo orecchio avvolto nella carta di giornale». I due ricercatori tedeschi sostengono che «l’automutilazione di Van Gogh non è mai stata provata» e che, di fatto, «l’unica testimonianza accertata è quella di Gauguin ».
Che ne parla ampiamente nel libro Avant et après del 1903 e che, forse non per caso, dopo l’incidente sarebbe precipitosamente ritornato a Parigi per poi fuggire a Tahiti. Gauguin avrebbe mozzato il lobo dell’orecchio di Van Gogh con una sciabola, che poi avrebbe gettato nel Rodano, al termine di un litigio «su una prostituta », Rachele appunto (e non su problemi d’arte) mentre l’amico avrebbe taciuto per proteggerlo (più tardi i due si sarebbero anche scritti). La mattina del 24 la polizia avrebbe poi trovato un uomo con il volto insanguinato e l’avrebbe fatto ricoverare in ospedale. Scrivono Kaufmann e Wildegans: «La versione tradizionale, quella finora accreditata, è basata solo su affermazioni senza prove e sul racconto di Gauguin, che non sarebbe nemmeno stato presente al fatto, un racconto pieno di contraddizioni e di punti oscuri. Non esiste un’inchiesta ufficiale e nemmeno un testimone indipendente. Van Gogh, per parte sua, non ha mai confermato niente».
Di fatto, secondo questa tesi, viene a crollare l’idea di un’automutilazione che avrebbe anticipato il suicidio di Van Gogh, sette mesi più tardi, nella casa del Dottor Gauchet. Dunque, nessuna nuova prova. Eppure questa lettura può essere convincente. Anche per Marco Goldin, storico dell’arte e organizzatore di mostre (la sua più recente, quella dedicata a Van Gogh al Museo di Santa Giulia a Brescia, ha collezionato oltre 200mila visitatori in 111 giorni): «Sono stupito, ma può essere una lettura come un’altra. Certo, il fatto che quel litigio non fosse legato all’arte, ma a una donna, era abbastanza noto» (un fatto che contraddice la tesi a suo tempo proposta da Bataille e Artaud che videro nell’automutilazione di Van Gogh «il simbolo della follia come base dell’arte moderna»). Vittorio Sgarbi, curatore della mostra Arte, genio, follia in corso a Siena a Santa Maria della Scala (fino al 25 maggio), che vede Van Gogh tra i suoi protagonisti, conferma: «Quella dell’automutilazione è una leggenda, per cui anche quest’altra ipotesi può essere valida». Certo è che, al di là dell’orecchio tagliato di Van Gogh, sorprende come gli impressionisti continuino ad attirare l’attenzione. Così, mentre per Einaudi esce in Italia il libro di Cyntia Saltzmann sul Ritratto del Dottor Gauchet («Storia e avventura di un capolavoro»), dall’Inghilterra arriva il saggio di Philip Hook The ultimate Trophy (Prestel), ovvero «come gli impressionisti hanno conquistato il mondo » grazie a un mix di semplicità e di pittori intriganti come star. Non a caso, nel 1956, a Hollywood su Van Gogh avrebbero girato addirittura un film (regista Vincent Minnelli) con Kirk Douglas. Che, in quel caso, si sarebbe tagliato da solo l’orecchio. Ma fuori scena.
Non solo: il saggio (corollario ideale alla mostra Van Gogh. Tra terra e cielo in corso al Museo d’arte di Basilea, dove verrà presentato e discusso il 17 giugno) conferma il legame tra Vincent e Paul e quella tensione, mista a gelosia, che accomunava i due. Una tensione che il critico Flavio Caroli definisce «ben avvertibile già a partire dall’inverno del 1886, che sembrava nascere dalla gelosia di Van Gogh per l’amico più 'forte' e che vedeva come terzo incomodo il giovane Émile Bernard». Secondo Caroli l’interpretazione di Kaufmann e Wildegans «è possibile», anche perché di quell’evento non ci sono documenti certi: «Se non quelli ufficiali del sindaco di Arles, la petizione dei cittadini che non volevano quel pittore così scomodo e il resoconto della polizia di un Van Gogh che si presenta in un bordello con il suo orecchio avvolto nella carta di giornale». I due ricercatori tedeschi sostengono che «l’automutilazione di Van Gogh non è mai stata provata» e che, di fatto, «l’unica testimonianza accertata è quella di Gauguin ».
Che ne parla ampiamente nel libro Avant et après del 1903 e che, forse non per caso, dopo l’incidente sarebbe precipitosamente ritornato a Parigi per poi fuggire a Tahiti. Gauguin avrebbe mozzato il lobo dell’orecchio di Van Gogh con una sciabola, che poi avrebbe gettato nel Rodano, al termine di un litigio «su una prostituta », Rachele appunto (e non su problemi d’arte) mentre l’amico avrebbe taciuto per proteggerlo (più tardi i due si sarebbero anche scritti). La mattina del 24 la polizia avrebbe poi trovato un uomo con il volto insanguinato e l’avrebbe fatto ricoverare in ospedale. Scrivono Kaufmann e Wildegans: «La versione tradizionale, quella finora accreditata, è basata solo su affermazioni senza prove e sul racconto di Gauguin, che non sarebbe nemmeno stato presente al fatto, un racconto pieno di contraddizioni e di punti oscuri. Non esiste un’inchiesta ufficiale e nemmeno un testimone indipendente. Van Gogh, per parte sua, non ha mai confermato niente».
Di fatto, secondo questa tesi, viene a crollare l’idea di un’automutilazione che avrebbe anticipato il suicidio di Van Gogh, sette mesi più tardi, nella casa del Dottor Gauchet. Dunque, nessuna nuova prova. Eppure questa lettura può essere convincente. Anche per Marco Goldin, storico dell’arte e organizzatore di mostre (la sua più recente, quella dedicata a Van Gogh al Museo di Santa Giulia a Brescia, ha collezionato oltre 200mila visitatori in 111 giorni): «Sono stupito, ma può essere una lettura come un’altra. Certo, il fatto che quel litigio non fosse legato all’arte, ma a una donna, era abbastanza noto» (un fatto che contraddice la tesi a suo tempo proposta da Bataille e Artaud che videro nell’automutilazione di Van Gogh «il simbolo della follia come base dell’arte moderna»). Vittorio Sgarbi, curatore della mostra Arte, genio, follia in corso a Siena a Santa Maria della Scala (fino al 25 maggio), che vede Van Gogh tra i suoi protagonisti, conferma: «Quella dell’automutilazione è una leggenda, per cui anche quest’altra ipotesi può essere valida». Certo è che, al di là dell’orecchio tagliato di Van Gogh, sorprende come gli impressionisti continuino ad attirare l’attenzione. Così, mentre per Einaudi esce in Italia il libro di Cyntia Saltzmann sul Ritratto del Dottor Gauchet («Storia e avventura di un capolavoro»), dall’Inghilterra arriva il saggio di Philip Hook The ultimate Trophy (Prestel), ovvero «come gli impressionisti hanno conquistato il mondo » grazie a un mix di semplicità e di pittori intriganti come star. Non a caso, nel 1956, a Hollywood su Van Gogh avrebbero girato addirittura un film (regista Vincent Minnelli) con Kirk Douglas. Che, in quel caso, si sarebbe tagliato da solo l’orecchio. Ma fuori scena.
dal Corriere.it
Le favole esistono??? E il Principe???
Spesso ci sentiamo delle Cenerentole, eppure la scarpetta che ci offrono è troppo larga o lunga o stretta. Siano alla ricerca della taglia perfetta e di un principe, perfetto naturalmente. Magari anche azzurro.Eh sì, lui deve darci, lui deve dirci, lui deve farci...ma cosa ci aspettiamo davvero dagli uomini?! Di trovare in loro il nostro alter ego? Di vedere in loro lo specchio di noi stesse (che poi non so quanto ci andremmo d'accordo)?E se deludono le nostre aspettative? E se fossimo noi ad avere aspettative surreali?Che cosa c'è che non va nelle relazioni quando non vanno? Orgoglio, silenzi, tensioni. Tutte cose che sarebbero facilmente risolvibili con un po' più di flessibilità. Ma noi la flessibilità a volte proprio ce la dimentichiamo, e lo sappiamo.
Sempre sull'attenti a guardare se lui fa la mossa giusta, se dice la parola giusta: perché non si sa mai, magari lui non è quello giusto. Ma quando capiremo che il principe azzurro perfetto non esiste?? Magari il principe sì, esiste, ma magari non è così azzurro come in Cenerentola, magari non ha il cavallo bianco ma una Punto blu, magari non ha denti bianchissimi e
un corpo perfetto ma forse il suo sorriso vale più di questo. Insomma l'uomo perfetto non esiste. Perché non esiste una vita perfetta. E perché (guarda un po') nemmeno noi siamo perfette. Anzi.
un corpo perfetto ma forse il suo sorriso vale più di questo. Insomma l'uomo perfetto non esiste. Perché non esiste una vita perfetta. E perché (guarda un po') nemmeno noi siamo perfette. Anzi.Ecco perché in fondo ci capita di preferire uno come Shrek, con pancia ma anche cuore grande, piuttosto che lo standard della bellezza di un qualsiasi biondo, alto, muscoloso, e sguardo languido ma con un cuore insipido.L'uomo cavaliere, che apre la portiera dell'auto per far salire la sua compagna o che prima di sedersi a tavola le porge la sedia, appartiene a una razza in via d'estinzione. Nonostante questa cruda realtà, le donne non rinunciano facilmente ai propri desideri. E' un compito difficile trovare l'uomo giusto, ai limiti del possibile, soprattutto perché il principe azzurro, al di là dell'immagine da fiaba, deve essere l'uomo perfetto per la vita di tutti i giorni. Solido, saldo, sensibile, curato e sexy quanto basta anche col passare degli anni, comprensivo e bene educato.
Ma cosa c
onta davvero in un rapporto? L'amore? Il sesso? La complicità? Il rispetto? Che cosa lo fa andare avanti, qual è l'ingranaggio che fa ruotare tutto in modo fluido e armonico? Stavolta non ho risposte retoriche da dare e nemmeno pillole di saggezza da consumarmi in una frase d'effetto. Però ho l'esperienza e il cuore per dire che di sicuro una cosa che conta su tutte è il volersi bene. Ma non il volersi bene quello tanto per dire...quello vero: guardarsi e capirsi. Amarsi nella felicità e nelle difficoltà. Prendersi per mano, e non solo metaforicamente. Vedere nei suoi occhi tutto il senso di cui sei alla ricerca e che spesso non trovi. Ecco, questa è un'emozione che deve esistere, quella stessa emozione che ti stimola, che anche dopo 40 anni di matrimonio ti farà sentire innamorata, perduta nell'immagine di te nel suo sguardo, pieno di ricordi, dolori, speranze, gioie.Almeno spero. Almeno credo.Principe Azzurro (Gianna Nannini)
Sento una voce lontana
sembra una bimba che chiama
più forte di un urlo del cielo
io voglio un uomo spina di tutte le rose
nata per essere tua più calda degli astri di fuoco
io voglio un uomo principe azzurro amami o vai al diavolo
principe azzurro baciami vieni a vivere con me
sono malata d'amore malata d'amore
non abituarti a me
io voglio un uomo è sempre stato così
da messalina a marylin
io non ho bisogno di eroi io voglio un uomo
principe azzurro amami o vai al diavolo
principe azzurro baciami vieni a vivere con me
sono malata d'amore malata d'amore
non abituarti a me
principe azzurro amami o vai al diavolo
principe azzurro baciami vieni a vivere con me
sono malata d'amore malata d'amore
non abituarti a me
giglio degli altipiani figlio della foresta
nuvola senza inverno
fammi un tatuaggio sul cuore
BUONA RICERCA A TUTTE!!!
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