domenica 24 maggio 2009

IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI


"Non soltanto ogni casa da me arredata, non soltanto ogni stanza da me studiosamente composta, ma ogni oggetto da me scelto e raccolto nelle diverse età della vita fu sempre per me un modo di espressione, fu sempre per me un modo di rivelazione spirituale, come uno dei miei poemi, come uno dei miei drammi, come un qualunque mio atto politico o militare, come una qualunque mia testimonianza di diritta e invitta fede. Perciò m'ardisco offrire al popolo italiano tutto quel che mi rimane - e tutto quel che da oggi io sia per acquistare e per aumentare col mio rinnovato lavoro - non pingue retaggio di ricchezza inerte ma nudo retaggio di immortale spirito. Già vano celebratore di palagi insigni e di ville sontuose, io son venuto a chiudere la mia tristezza e il mio silenzio in questa vecchia casa colonica, non tanto per umiliarmi quanto per porre a più difficile prova la mia virtù di creazione e trasfigurazione. Tutto, infatti, è qui da me creato o trasfigurato. Tutto qui mostra le impronte del mio stile, nel senso che io voglio dare allo stile. Il mio amore d’Italia, il mio culto delle memorie, la mia aspirazione all’eroismo, il mio presentimento della Patria futura si manifestano qui in ogni ricerca di linea, in ogni accordo o disaccordo di colori. Non qui risanguinano le reliquie della nostra guerra? E non qui parlano o cantano le pietre superstiti delle città gloriose? Ogni rottame rude è qui incastonato come una gemma rara. La grande prova tragica della nave "Puglia" è posta in onore e in luce sul poggio, come nell’oratorio il brandello insanguinato del compagno eroico ucciso. E qui non a impolverarsi ma a vivere sono collocati i miei libri di studio, in così gran numero e di tanto pregio che superano forse ogni altra biblioteca di solitario studioso. Tutto qui è dunque una forma della mia mente, un aspetto della mia anima, una prova del mio fervore. Come la morte darà la mia salma all’Italia amata, così mi sia concesso preservare il meglio della mia vita in questa offerta all’Italia amata..."
G. D'ANNUNZIO

Il Vittoriale degli italiani si trova a Gardone Riviera, sul lagodi Garda. Fu dimora del poeta Gabriele D'Annunzio che, prima di morire, la donò al popolo italiano.


Il "Vittoriale degli Italiani" è una cittadella monumentale che si estende per circa nove ettari. D'Annunzio l'allestì fra il 1921 e il 1938 grazie alla collaborazione con l'architetto Gian Carlo Maroni al quale affidò il compito di chiudere le sue "memorie in una custodia di pietra" riservandosene l'addobbo. Circondò con una cerchia di mura un complesso di edifici ai quali si giunge attraversando vie e piazze. Subito dopo il doppio arco d'ingresso affacciato sul Lago di Garda, è il grande Anfiteatro sede di una prestigiosa stagione
teatrale (1500 posti), che comprende un nuovo spazio per mostre temporanee a tema. Due piazze, l'Esedra e la piazzetta Dalmata, conducono:

alla Prioria: villa di D'Annunzio contiene più di 33.000 libri, la maggior parte ancora da aprire. Tutte le stanze sono caratterizzate dalla penombra, poiché la luce diretta dava fastidio al poeta che soffriva di fotofobia.
All'ingresso sono presenti due stanze una per gli ospiti indesiderati e una per gli ospiti desiderati. Continuando si trova lo studio del poeta, che vi morì il 1 marzo 1938: sulla scrivania sono ancora presenti gli occhiali di D'Annunzio.

Forse la stanza più suggestiva è quella dove il poeta si ritirava a meditare, piccola, ma molto ricca di oggetti, il letto ricorda nella forma una culla, rappresentante la nascita e l'infanzia, e al contempo ricorda anche una bara, simbolo invece di morte.
La sala da pranzo era caratterizzata da una tartaruga a capotavola ed è curioso notare come D'Annunzio dicesse ai suoi ospiti che quella tartaruga era morta di indigestione; un modo tutto particolare per invitare gli ospiti a mangiare di meno.

Nella casa c'è una stanza, lo studio del Poeta detto "Officina" con tre scalini e per accedervi bisogna piegarsi onde evitare il basso architrave della porta: ciò per obbligare l'ignaro visitatore ad inchinarsi al cospetto del luogo dove si respirava arte e lavoro. Da notare come sia l'unica stanza dove la luce diurna entri liberamente.
La stanza da letto, chiamata della "Leda", da un grande gesso posto sul caminetto, è caratterizzata invece dalla presenza di numerosi oggetti di origine esotica: sete persiane, maioliche cinesi e piatti arabo-persiani.

Il bagno è in stile francese e viene soprannominato anche bagno blu, per via del colore prevalente nell'arredamento composto da 900 oggetti.

Ai Giardini:
I giardini della Prioria restaurati con contributo U.E. ed aperti al pubblico dal 1993 furono i primi ad essere realizzati e sono importanti per alcuni cimeli ed opere d'arte fra cui: i Massi del Grappa e di altri Monti di guerra; l'Arengo, dedicato ai riti del giuramento, alle cerimonie e agli incontri, dove sono collocate, in un boschetto di magnolie, 17 colonne che commemorano le vittorie della Grande Guerra. Percorrendo i sentieri delle limonaie e del giardino si arriva al frutteto ove è collocata la Canefora in bronzo di Napoleone Martinuzzi, opera di grande pregio.La prua della Nave Puglia che, donata dalla Marina Militare nel 1925, è incastonata su un'altura e arricchita da una Vittoria alata, opera dello scultore Renato Brozzi. Dal giugno 2002 ospita il Museo di Bordo in cui sono esposti gli arredi originali della R. Nave Puglia e 10 modelli di navi da guerra appartenenti alla collezione privata di SAR Amedeo di Savoia duca d'Aosta. Sul colle più alto il Mausoleo, sepoltura di d'Annunzio e dei legionari fiumani.
Edicole votive, fontane e viali alberati fanno del Vittoriale un Museo all'aperto di notevole estensione.
Nessuna descrizione, anche la più dettagliata può rendere giustizia a ciò che suscita la visita al Vittoriale, io amo moltissimo D'Annuzio e sono di parte, ma noi ci siamo state e la consigliamo vivamente a tutti!!!!

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