martedì 31 marzo 2009

BRRRRUNO

Questo sarà in assoluto il post della settimana...Per la prima volta su internet ecco a voi BRUNO, nientepopodimeno che il padre dell'Alli....eh eh eh....
Ho deciso di fare un post solo su di lui perchè io passo delle giornate intere a ridere per tutto quello che dice, e giuro ogni tanto faccio anche delle figuracce perchè nel silenzio penso a Bruno, e mi scappa da ridere....Da qui in avanti una carellata di tutte le frasi coniate da lui o situazioni in cui si è trovato e fatto capire chi è...Prepararsi alle grandi risate......
Per le fonti ringrazio Alli (figlia), Lela (moglie) e Luca (ex-fidanzato Alli) puuuu....
Premetto che Bruno è madrelingua dialetto modenese, quindi mi dispiace per chi non capirà, ma in italiano non rendono....

IN MONTAGNA
Anni fa quando Bruno ancora fumava....
"....eravamo tutti stipati con gli sci sull'ovovia in mezzo a una banda di crucchi, fuori c'era -84°...lui senza chiedere niente a nessuno ha tirato giù il finestrino dell'ovovia e ha iniziato a fumare...." (raccontato da Luca)

Bruno e Luca dormivano insieme, la mattina dopo Bruno si alza e gli dice: "Can Luca at dorem che at seimber un ghiro......"

Sulla pista da sci....
Passa a tutta velocità un tedesco che urla qualcosa in una lingua incomprensibile....e Bruno: "Ve et magnè una merda?????????"

IN CASA
Un pomeriggio a guardare la tv....
Eravamo io e l'Alli un pigro pomeriggio a fare zapping in tv, ci soffermiamo sul film Eragon...nel mentre arriva Bruno che si siede sull'altro divano e inizia a commentare....film che aveva già visto....
"L'è aghè un dragoun....as ciama Samira...peinsa che i gan de un nom tunisin....."
"Aghè un ov....al ga da creser...."

Venerdì sera prima che l'Alli esca....
"Ve Traminer...BEV POC!!!!!"
" L'è da un an che andè seimper a Modna in cal bar ed merda lè...Con tot chi baresta....."

FRASI GENERICHE
"Cdu maroun che at fe gnir....te con chi can...."
"Guerda che...Scherpi ed merda....Paciot....A ster che as rempisulesen....i lan fat fer da di cineis....."
"Bè et bele chè???" rivolgendosi a Luca....
"A fom di ov kinder..."
"Sgugner e pochi bali...."
"Alli vin chè...in du et???? Cumet vestida????"
"In du ini cal doni?????"

Altra perla....E' convinto che Gerry del GF9 non sia cieco....Mama sono morta...

Aggiornerò il post ogni volta che ce ne sarà una nuova ovviamente....perchè Bruno è una scoperta continua....eh eh eh eh eh.....

...checco zalone...w le sineddoche

Viva Le Sineddoche :

VANESSA: Ei sono Fragola86 e sono di Pompei. Tu, tu chi 6?
CHECCO: We sono Banana33 ma 33 l'età non è capisci a me. Da dove digiti?
VANESSA: te l'ho ti sei già scordato
CHECCO: io pensavo che Pompei era un verbo al passato
VANESSA: sai sono in crisi col mio raga sono 15 gg che non mi dice TVB
CHECCO: ma vedi stu pezz d mrd vedi. Dai vieni a stare qui con m che ti riempio di TVB basta che poi m la d. mandimi una foto
VANESSA: ce l'hai l'adiesselle?
CHECCO: con me puoi star tranquilla non c'ho manco la varicella. Dai mandimela ti prego
VANESSA: ok ora ti linko sul mio sito
CHECCO: io ti linko dappertutto baby
VANESSA: anzi no ora ti zippo un jback
CHECCO: zippimelo amore sono già inzippato di sudore
VANESSA: per arrivare ci mette un po'
CHECCO: io invece noShhhhhhhhhhhQuesta staresti tu. Dimmi che non è così. Dimmi che è tutta la famiglia insieme….Esci fuori dalla chatta maledetta e mo cunfessa si na cess e penzare che p te stavo a lassa a Cuncetta mi stai tranquilla more mio sei sempre tu la predidetta le donne delle chatte siete tutte chiatte, siete tutte sfatte, quand sit brutt, tutte mal ridotte, con i ritocchi ai photosciocchi. Cuncetta mi ti voglio a te è stato solo un breve lasso di pura follità
VANESSA: ma che succede! Non capisco
CHECCO: si è scasciato l'hardisko

ahahahahahah son morta dal ridere!!!!!!!!!!!!!!!

HOLLY E BENJI

Oliver Atton, detto Holly, é un ragazzino che si é appena trasferito in un nuovo paese con la sua famiglia, la madre e il padre che per la verità , essendo capitano di una nave, non é quasi mai a casa. L'unico amico di Holly in questa nuova realtà é l'inseparabile pallone, calciando il quale va su e giù per le strade del paese. È così che incontra casualmente Arthur, un bambino del posto, pure appassionato di calcio, anche se piuttosto scarso, che frequenta la scuola della Niupi, la stessa dove andrà Holly. Arthur porta Holly a vedere un allenamento della scuola rivale, il fortissimo San Francis dell'insuperabile portiere Benjamin Price, detto Benji.Holly sfida Benji, dicendo che sarebbe riuscito a segnargli un goal dopo aver dribblato l'intera squadra avversaria e...ci riesce. Benji si congratula con Holly, la rivincita si avrà con la sfida per qualificarsi al campionato regionale tra la Niupi e il San Francis. La partita finisce 1 a 1, così le due squadre si fondono per il campionato nella nuova squadra, la Newteam, squadra di cui viene presto a far parte anche Tom Becker, un ragazzo fortissimo che a causa dei continui trasferimenti del padre ha già giocato in molte squadre del Giappone.
Nel corso degli anni la Newteam diventa una delle squadre più forti a livello nazionale, e vince il suo primo campionato battendo in finale la forte squadra della Mappet, la cui stella é il fortissimo Mark Lenders, dotato di un fisico e di una potenza eccezionale. Altra grande star della Mappet sono il misterioso portiere Ed Warner, agile come nessun altro, esperto di arti marziali, che fa la sua apparizione nelle fasi finale del campionato dopo essere stato lontano dai campi di gioco per molto tempo. Un altro ottimo giocatore é il giovanissimo Danny Mallow, che diventerà sempre più forte col passare degli anni. Altre grandi squadre sono la Flainet di Philippe Callaghan, la Mambo di Julian Ross, considerato il più forte giocatore tra i giovani nipponici, ma che purtroppo deve far fronte a gravi problemi cardiaci che non gli permettono di giocare molto. Molto competitive sono anche la Otomo di Patrick Everett e Jack Morris, un ex della Newteam, la Hot Dog dei gemelli Derrik, grandi acrobati, che hanno come punto di forza la mitica catapulta infernale (la catapulta infernale.....ehehehehehehe).
Altri forti giocatori sono il portierone gigante Sellers, il grosso difensore Yuma e il suo compagno Sandy. A un certo punto della serie Ed, Mark e Danny si trasferiscono nella squadra della Toho, battano gli ex della Mappet in semifinale e giungono nuovamente in finale dove ritrovano nuovamente la Newteam orfana di Benji trasferitosi in Germania, e di Tom che gira per il mondo con suo padre. In porta gioca ora Alan Croker, che pian piano cresce fino a diventare un buon portiere, cresce anche Bruce Harper un arcinio difensore, così come i cursori di fascia Jonny Mason e Ted Carter. Questa volta la sfida termina in parità, le squadre si spartiscono il trofeo.Comincia così l'avventura con la nazionale giapponese, che schiera tutti i migliori protagonisti del campionato. Per tutto questo tempo lo scopo di Holly é stato quello di vincere il campionato per poter raggiungere Roberto Cedinio in Brasile. Roberto é un ex giocatore del Brasile che ha dovuto interrompere la carriera per una malattia e aveva promesso a Holly di portarlo con lui nel suo paese se avesse raggiunto dei grandi obiettivi sportivi. Anche Mark ha un grande obiettivo. Vincere per avere una borsa di studio, per poter così mantenere la sua famiglia.
In occasione dei mondiali Holly ritrova Benji e Tom e può finalmente giocare in coppia con il rivale Mark, tra i quali vi é sempre stato un gran rispetto reciproco. In nazionale giocano anche Philippe, Ed, Danny, Bruce, i Derrick, Yuma e Julian, anche se più in veste di accompagnatore che di giocatore. Tra le nazioni più forti al mondo ci sono l'Argentina, la Francia di Pierre, che diventa presto amico di Holly, l'Italia dell'forte portiere Zoffetti, ma soprattutto la Germania di Schneider, detto il Kaiser, cioé l'imperatore, considerato il giovane calciatore più forte del mondo. Ma contro ogni pronostico, la generazione di fenomeni nipponici riesce passo dopo passo ad eliminare tutte le favorite, raggiungendo la finale conto la Germania, diventando campioni del mondo giovanili.

I PERSONAGGI
Oliver Atton
Benjamin Price
Tom Becker
Mark Lenders (BONO)
Ed Warner
Danny Mallow
Julian Ross
Philippe Callaghan
I gemelli Derrick
Roberto

Domanda ricorrente per gli appassionati del cartone (tipo me)...Ma se Julian Ross non avesse avuto problemi di cuore sarebbe stato piu' forte di Oliver Atton??????? Mah dilemmi della vita...
HOLLY SI ALLENA TIRANDO I RIGORI...BENJI SI ALLENA PARANDO I RIGORI....(che testo.....)

COSMOPROF 2009

UNA PRESENZA DI SUCCESSO IN TUTTO IL MONDO
Da oltre 40 anni Cosmoprof è l'evento internazionale più importante del settore dell'estetica, della bellezza e cosmesi con un'attenzione particolare rivolta all'industria delle spa.Al successo del Cosmoprof nel mondo lavora una struttura organizzativa internazionale, SoGeCos Spa, Gruppo BolognaFiere, che cura l'organizzazione e il marketing della manifestazione e mette a disposizione degli operatori, espositori e visitatori un insieme completo di servizi. Si propone come il Beauty Partner delle imprese del settore, con l'obiettivo comune di ottimizzare la presenza in fiera delle aziende e sviluppare al massimo le opportunità di business attraverso iniziative volte a favorire il contatto tra espositori e buyer. L'organizzazione è inoltre attiva nell'assistenza internazionale ai partecipanti realizzata a più livelli: attraverso un appoggio logistico, informativo e divulgativo, e servizi di marketing strutturati per ottimizzare le opportunità di business. Cosmoprof ha siglato accordi di joint-venture con organizzazioni internazionali per dare vita a nuove manifestazioni fieristiche di alto livello in tutto il mondo, Cosmoprof Bologna, Cosmoprof Asia (Hong Kong), Cosmoprof Shanghai (Shanghai), Cosmoprof North America (Las Vegas) a testimonianza della strategia di internazionalizzazione della Società che risulta così essere il punto di riferimento all over the world.
LE SEDI
Dal quartier generale di Milano, SoGeCos ha realizzato un'ulteriore sede strategica a Parigi per poter essere presente sul mercato europeo, nella capitale del glamour e dello stile. Anche oltreoceano SoGeCos ha allargato i suoi confini: negli Stati Uniti con l'apertura di una sede a Las Vegas.

Lo shopping è "ciclico"

Secondo una ricerca le variazioni degli ormoni femminili influenzano la propensione all'acquisto (allora io ho il ciclo tutto il mese x 12 mesi all'anno)

Cara hai mica le mestruazioni? Questa è la tipica domanda che l'uomo rivolge alla donna a fronte di un certo nervosismo, chiamando in causa il ciclo perchè notoriamente gli ormoni possono influire su molti aspetti caratteriali.

Nervosismo e irritabilità non sono però le uniche conseguenze degli ormoni.
Secondo gli psicologi inglesi, infatti, circa dieci giorni prima dell'arrivo del ciclo la donna subisce un cambiamento ormonale. E per reagire alle emozioni negative che questo nuovo assetto comporta le signore tendono a spendere più del solito. Un po' per consolarsi e coccolarsi e un po' perchè lo shopping «terapeutico» è anche mirato a migliorare il proprio aspetto e a rendere omaggio alla propria femminilità, affinando le armi della seduzione.
Secondo Karen Pine, che ha guidato lo studio e che presenterà la sua ricerca al British Psychological Society meeting di Brighton, il periodo in cui la propensione allo shopping è ai massimi livelli coincide con la seconda fase del ciclo ed è dunque immediatamente successivo all'ovulazione. Scientificamente viene denominata fase luteale (poichè a livello ovarico si registra la presenza del corpo luteo) e combacia con una fluttuazione degli ormoni che controllano le emozioni e le inibizioni. Ecco dunque il motivo per cui delle 443 donne tra i 18 e i 50 anni intervistate dall'équipe della professoressa Pine sulle abitudini d'acquisto, i due terzi di coloro che erano in fase luteale hanno dichiarato di essere cadute in preda a un attacco di shopping compulsivo, mentre più della metà delle «luteali» ha sforato considerevolmente rispetto al budget stabilito.
La causa di questa attitudine superiore alle compere nel periodo successivo all'ovulazione non ha solo una valenza consolatoria rispetto a una tendenza fisiologica alla malinconia e alla tristezza, ma è anche da ricercare in un istinto seduttivo quasi ancestrale. La donna nel periodo che precede le mestruazioni è naturalmente portata a coltivare il proprio fascino. E quale metodo migliore che investire in gioielli, creme e vestitini maliziosi?
Ma se gli STUDIOSI invece di scrivere ste cazzate facessero altro, no?????????

...Grande Fratello...

«Alessia, Alessiuccia...». La voce arriva fuori campo e non potrebbe essere che così, visto che quella che irrompe nello studio del Grande Fratello è la voce di Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci. Ovvero il trio della Gialappa's, il cui «Mai dire Grande Fratello» viene promosso da questa settimana da Italia Uno a Canale 5. «Cerchiamo di sbrigarci, non vogliamo tirare notte come succedeva quando eravamo sull'altra rete» hanno esortato i tre Gialappi. Non ci sono state però le incursioni che molti si aspettavano (anche perché annunciate dall'ufficio stampa) nel corso della puntata.
Nessuna parodia di Raffaella, di Gerri, di Ferdi. Nessuna delle fulminanti imitazioni, insomma, già diventate cult in rete. Solo lo spot di autopromozione per lo spostamento da un canale all'altro.
Il chiarimento che non ha chiarito nulla tra Siria e Gerri.

La dodicesima diretta della stagione 2009 ha avuto uno dei suoi momenti più intensi nel confronto tra Siria e Gerri.
Il concorrente non vedente, eliminato la scorsa settimana proprio per effetto di una decisione della mangiafuoco campana - che avendo la possibilità di salvare un inquilino maschio della Casa aveva scelto Vittorio e non lui, nonostante il profondo rapporto di amicizia che li legava - ha infatti chiesto al Gf di potere incontrare ancora una volta l'amica per un chiarimento a tu per tu. Il faccia a faccia c'è stato, il chiarimento invece no. Siria ha provato a spiegare che la sua decisione è stata dettata dal desiderio di salvare due persone in una volta sola, confidando nel fatto che il pubblico non avrebbe eliminato proprio il calabrese.
Ma Gerri è stato irremovibile: «Pensavo di avere un valore diverso per te. Avresti potuto dimostrarlo con le tue scelte». Siria ha cercato di rassicurarlo, spiegandogli che il rapporto tra loro va al di là del gioco. Lui però non ha voluto sentire ragioni: «Non puoi chiedermi di perdonarti proprio questa sera. Io in te ci credevo». E ancora più lapidaria la risposta data alla Marcuzzi, intervenuta per chiedergli cosa abbia provato nel sentire nuovamente la sua mano tra quelle di Siria: «Non ho sentito niente Alessia». Poi i due (ex?) amici sono stati separati.

Subito prima era andato in scema il dramma della gelosia, scaturito dall'isolamento di Alberto e Francesca nella catapecchia: un periodo di vicinanza forzata che non era piaciuto a Ferdinando, geloso della ragazza. Lei stessa, tornata nell'appartamento principale, aveva avuto modo di confrontarsi con altri inquilini, spiegando che il rapporto stretto con Ferdi in qualche modo era stato di ostacolo all'approfondimento della conoscenza del resto della compagnia (Francesca è stata uno degli ingressi più recenti) e che questo l'aveva fatta sentire un po' emarginata. Peccato però che la discussione sia stata orecchiata dallo stesso Ferdi, che passando vicino alla stanza in cui si stava parlando di lui ha captato il suo nome e si è fermato ad origliare. Ma proprio questo comportamento è stata causa di un acceso litigio, in particolare con Vittorio.

Proprio Vittorio e Ferdi alla fine si sono giocati la permanenza nella casa (erano in sette in nomination e il Gf ha annunciato uno alla volta coloro che si erano salvati, lasciando i due concorrenti rimasti in lizza a «friggere» fino all'ultimo nella sala delle sorprese) mentre Francesca da fuori versava lacrime in attesa del verdetto (regalo del Gf: i due si sono incontrati brevemente nel confessionale con tanto di dichiarazione al miele del montenegrino: «Quando ti penso e quando ti guardo, io mi perdo»). Ma il verdetto, contrariamente a quanto si aspettavano molti, è stato favorevole al montenegrino e non a Vittorio. La casa perde dunque uno dei suoi «tre moschettieri» come loro stessi si sono più volte definiti: ce la faranno Athos Gianluca e Porthos Alberto ad andare avanti senza il loro Aramis?

Nominati della settimana (anzi molto meno perchè giovedi' ci sarà un'altra diretta) sono:
ALBERTO
VANESSA (aleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee fuori fuori fuori)
FRANSCESCA
ROBERTO

STEVE MCQUEEN

Tornerà mai l'immagine di un nuovo divo eccessivo, barocco e visionario come lui? Un personaggio più mistico che mitico che fra una storia d'amore (se amore si poteva parlare) e l'altra, e fra un film e un giro in moto, si è reso immortale agli occhi del mondo? No. Steve McQueen è unico. E il destino non gioca mai la stessa carta, neanche se è di un altro colore.Era nato a Indianapolis, la patria delle corse automobilistiche. Il padre era sparito immediatamente dopo aver messo incinta la madre. A lei era toccato il duro compito di prendersi cura di un figlio non voluto e per di più da sola. Pur di sopravvivere, la donna aveva fatto la spola fra la città dove viveva e la zona agricola e integralista di Slater, nel Missouri, dove abitava la sua famiglia di origine, fra cui suo fratello, proprietario di una fattoria. Il piccolo Steve non fu l'unico uomo nella vita della madre; la donna, per non sentirsi sola, passava molto tempo in compagnia del sesso forte, ma nessuno di loro aveva la minima voglia di diventare il padre di Steve, così prendevano e passavano. Poi arrivò il nuovo marito. Suo figlio avrebbe avuto un padre! Ops, pardon: un patrigno. Ovviamente, come in tutte le fiabe che si rispetti, il patrigno non era affatto gentile con Steve, vuoi per il carattere del piccolo abbastanza esuberante, tanto da lasciare la scuola prima di finire le elementari, vuoi perché non era suo figlio. Così Steve passa le su giornate per strada, appassionandosi alle moto (verrà espulso dal Carnegie Institute of Technology per averne guidato una nei corridoi del College of Fine Arts) e ai furti. Sarà per la sottrazione di borchie d'auto che finirà in un riformatorio di Chino (un sobborgo orientale di Los Angeles) per giovani delinquenti e disadattati, perdendo il suo nome e diventando il numero di matricola 3188. Aveva 15 anni e vi trascorse ben 14 mesi. Tentò di scappare da quella prigione per ben 5 volte, le grandi fughe erano già nei suoi pensieri. Scontata la pena e finalmente libero, accettò l'invito della madre, ormai vedova, di trasferirsi da lei a New York. Ma quando vide la stamberga dove avrebbe dovuto abitare, pensò che in fondo in fondo era meglio tornare a Chino. E con i pochi soldi in tasca si cercò un appartamento tutto suo (lo trovò a 19 dollari al mese), girando le spalle alla prima donna della sua vita. Non avrebbe mai più voluto rivederla.Per rimanere a galla in quel terribile mondo, fece mille lavoretti: da marinaio della marina mercantile (lasciò la nave due settimane dopo, a Santo Domingo) a giocatore di poker professionista, da meccanico a scaricatore di porto, fino ad arruolarsi nei Marines, dove rimase per 3 anni dal 1947 al 1950. Sceso a terra, continuò a guadagnare stipendi da morto di fame come taxista, piastrellista, ciabattino e fattorino in un bordello, mestieri che lo spinsero dal desolato Texas al più florido Canada, fino a ritornare a New York, dove approdò per caso al cinema. L'esordio sul grande schermo avvenne in un piccolo ruolo non accreditato nella pellicola Girl on the Run (1953) di Arthur J. Beckhard e Joseph Lee. Conquistato dalla magia del cinematografo decide di mettere ordine nella sua vita e per due anni frequenta la Neighborhood Playhouse, pagando la retta scolastica con lo stipendio che prendeva come autista di un furgone postale. Fino alle 3 di ogni notte era a lavoro, eppure la mattina era in classe, puntuale come un orologio svizzero. Fra 2000 attori, lui e Martin Landau furono gli unici a essere accettati, nel 1955, all'Actor's Studio di Lee Strasberg e una volta conclusi gli studi, cominciò una lunga gavetta televisiva, alternata alla recitazione nel palcoscenico di Broadway ("Un cappello pieno di pioggia"). Dopo un piccolo flirt con la ben più matura Mae West, si sposa con l'attrice Neile Adams il 2 novembre 1956. Da lei avrà gli attori Chad e Terry McQueen, ma poi la coppia divorzierà il 26 aprile del 1972: Steve è lunatico, talvolta violento, dipendente dal sesso e anche se è un adorabile padre, come marito è un vero stronzo, motivo che spinge la Adams a dire basta.Scelto da Robert Wise per affiancare Paul Newman (con il quale si accenderà una lunga rivalità professionale) in Lassù qualcuno mi ama (1956), passa poi all'horror da drive-in in Fluido mortale (1958), ma nonostante questi classici del cinema statunitense, gran parte della usa popolarità verrà data dal ruolo di protagonista della serie Wanted: Dead or Alive. Originariamente non doveva neanche prendere parte a Sacro e profano (1959) di John Sturges, al suo posto doveva esserci Sammy Davis Jr, ma l'amicizia fra l'attore di colore e Frank Sinatra (protagonista del suddetto film) si ruppe dopo un intervento del primo alla radio, dove affermava di essere molto più bravo di "The Voice" nel canto. Ricolmo d'ira per una simile eresia, Sinatra chiese all'attore (e ormai ex amico) di lasciare il set e scelse al suo posto un acerbo McQueen che simbolicamente riempì quel vuoto fra la generazione di attori del Rat Pack e quella dell'Actor's Studio. Sturges, colpito dalla grinta del giovane attore, lo sceglierà anche per il cult western I magnifici sette (1960), poi McQueen tornerà al tubo catodico, recitando in due episodi della serie Alfred Hitichcock presenta…. Negli anni Sessanta, minacciò pubblicamente Howard Hughes se non avesse smesso di molestare Mamie Van Dorenche aveva avuto una relazione con entrambi, ma in tempi diversi. Inutile dire che l'avvertimento di avere il naso rotto convinse Hughes, che non si avvicinò mai più alla Van Doren.Per favore non toccate le palline (1961), L'inferno è per gli eroi (1962), ma soprattutto Strano incontro(1963) fanno esplodere la popolarità di Steve McQueen che si guadagnerà, proprio grazie a quest'ultimo film, la nomination ai Golden Globe come miglior attore protagonista per il ruolo di un giovane musicista che sta per diventare padre. Sul set incontra anche la bella Natalie Wood ed è inutile dire che proprio il set non fu l'unico luogo dove i due si incontrarono! Lo stesso anno, recita in quella che è considerata la sua miglior pellicola: La grande fuga (1963), sempre per la regia di Sturges, storia di un gruppo di prigionieri anglo-americani in un campo nazista che organizzano un'evasione sotterranea. Entra così nella storia del cinema mondiale e a confermarne il meritevole posto arrivano registi DOC come Norman Jewison, Robert Mulligan e ancora una volta Wise che con Quelli della "San Pablo" (1966) offre al bravo Steve McQueen l'occasione di compere nella categoria dei migliori attori protagonisti in lizza per l'Oscar e il Golden Globe, che però non vinse. Ma Oscar o non Oscar, a McQueen non gliene fregava molto… Nonostante l'aria da duro, aveva un cuore tenero, per esempio, in occasione di alcuni film pretese dalla produzione la fornitura di 10 rasoi elettrici e svariate dozzine di blue jeans. In seguito si scoprì che aveva spedito la merce al riformatorio di Chino dove aveva trascorso una piccola parte della sua vita.Dopo essere stato diretto dal grandissimo Henry Hathaway in Nevada Smith (1966), sparò al cuore delle donne interpretando il ladro gentiluomo ne Il caso Thomas Crown (1968) di Norman Jewison, aggiudicandosi un'altra nomination ai Golden Globe come miglior attore in una commedia in Boon il saccheggiatore (1969) di Mark Rydell, ma rifiutandosi di dividere il set con Paul Newman in Butch Cassidy (1969): lo scontro fra titani era solo rimandato. Scampò per miracolo alla strage satanica che Charles Manson fece durante la cena hollywoodiana in casa Polanski (uccidendo la gravida moglie del regista polacco Sharon Tate), solo perché all'ultimo minuto rinunciò all'invito per un incontro (più che galante… carnale!) con una ragazza appena conosciuta, finendo così sulla lista nera della setta e da allora cominciò a girare armato.Idolo di Sam Peckinpah, venne diretto da questi ne L'ultimo buscadero (1972) e nel bellissimo Getaway! (1972, sul quale set trovò forse il più grande amore della sua vita, la moglie attrice Ali MacGraw dalla quale poi divorziò), divenne cintura nera di karate grazie a Pat. E. Johnson, allenandosi assieme a Chuck Norris, che divenne un suo grande amico e che lo fece conoscere anche a Bruce Lee. I tre in effetti divennero inseparabili e quando la star cinese morì, fu McQueen a portare in spalla la bara. Papillon (1973) di Franklin J. Schaffner gli fece guadagnare l'ennesima nomination ai Golden Globe come miglior attore e poi finalmente si ritrovò nello stesso set con l'arcinemico Newman nel catastrofico L'inferno di cristallo (1974) di John Guillermin. Nessuno dei due però uscì vincitore dalla sfida. Rifiutati piccoli cult come Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975), Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), Blitz nell'Oceano (1980) e soprattutto il sequel de L'inferno di cristallo, McQueen aveva in mente solo l'idea di interpretare una pellicola dove lui interpretava una guardia del corpo, che però trovò la luce solo nel 1992, quando Kevin Costner interpretò Guardia del corpo accanto a Whitney Houston. Presa la licenza di pilota nel 1979, gli venne diagnosticato un cancro allo stomaco il 22 dicembre 1979. Gli mancavano solo pochi mesi di vita, questo dissero i dottori. Fu il segreto di McQueen e il costo del suo fumare in maniera cronica. Non se lo perdonò mai e, prima che fosse tardi, si sposò una terza volta con Barbara Minty che gli rimase accanto fino alla morte. Il suo ultimo film fu Il cacciatore di taglie (1980) di Buzz Kulik, poi lasciò la sua dimora hollywoodiana, le 210 motociclette, le 55 macchine e i 5 aerei comprati e si chiuse in una clinica messicana. Morì di due attacchi cardiaci alle 15.45 di un caldo 7 novembre del 1980, accanto all'ultima moglie e all'istruttore di volo e amico Sammy Mason. 24 ore prima gli era stato rimosso chirurgicamente e con successo il tumore allo stomaco. Venne cremato e le sue ceneri vennero sparse sull'Oceano Pacifico.Non riuscì mai a realizzare il sogno di interpretare Rambo (che venne portato sul grande schermo da Sylvester Stallone nel 1982), ma il suo nome entrò nella leggenda. L'istituto di Chino che lo aveva tenuto fra le sbarre, gli dedicò lo Steve McQueen Recreation Center, Vasco Rossi e Sheyl Crow lo menzionarono nelle loro canzoni e lui divenne così il simbolo di una vita spericolata che affascinò e continuerà ad affascinare intere generazioni di giovani "ribelli", diventando "una delle più imitate e meno imitabili stelle di Hollywood". Un interprete rustico, genuino e disincantato che mostrava l'aspetto più affascinante dell'America profonda. Uomini e donne sono stati sedotti da questo primo vero eroe del cinema d'azione, che ha vissuto di corsa come se volesse rifarsi di una giovinezza rubata. Era cool, solitario, impudente, aggressivo, distaccato e uno dei sex symbol più controversi del panorama cinematografico mondiale… rimane un simbolo di lui. Non tanto le moto, ma la mattonella dell'Hollywood Boulevard: l'unica montata al contrario.Morì di due attacchi cardiaci alle 15.45 di un caldo 7 novembre del 1980, accanto all'ultima moglie e all'istruttore di volo e amico Sammy Mason, mormorando i numeri di matricola che lo avevano identificato negli anni del riformatorio.